Red, white or Swiss
Entrammo in quel paese in punta di piedi, timorosi della nostra "extraneità". Ci accomodammo dentro alla valle del Vedeggio a nord di Lugano in un paesetto ameno e sconosciuto alle tratte turistiche. Vivemmo la tranquillità del verde dei boschi dietro casa, la "posta" che riportava il piccolo Leo da scuola, il suo accento che da marchigiano si tramutò in Ticinese prima che ce ne rendessimo conto, tanto che arrivato "babbo" divenni "papà" al secondo giorno di scuola, ché qui se nò non mi capiscono. Matteo che zampettava nel piccolo giardino, che gattonava su per la scala ad osservare il suo piccolo mondo raccontarsi di sotto. Passammo le domeniche a scoprire, cercare, a volte io pedalando su per le valli e loro dietro in auto. Ci infilavamo in questi grotti, in queste osterie, a respirare i profumi, a mangiare la storia di quella terra raccontata dal cibo. Un cibo che lì ha ancora l'italianità del nord, nei brasati e negli stracotti, nella polenta , nei piatti di pesce di lago che parlano il lagheé del comasco, nei risotti, carichi di sapore spesso accompagnatori di carni. Scoprimmo che il primo agosto è la festa azionale della Svizzera, guardando i fuochi di artificio illuminare l'acqua del lago. Scoprimmo persone che fan sì che ogni tanto si debba ritornare. E se mi chiedi: cosa ricordi di quel paese? Ti rispondo: Tutto, anche il:
Risotto con la zucca e i porcini mangiato a Olivone

Per quattro persone, ho messo in forno per 20 minuti a 180°, 120 grammi di zucca gialla pulita e fatta a tocchetti, lo so che non è stagione ma il mio congelatore è un pozzo di sanpatrizio. Ho affettato qualche porcino estivo che come una manna dal cielo, anche nel costo, ho trovato in una gastronomia delle colline pesaresi, l'ho saltato in padella con olio evo, una mezza noce di burro per due minuti a fuoco vivo. Ho fatto rosolare uno spicchio d'aglio intero in poco olio, insieme alla zucca, poi ho tostato un riso un carnaroli di baraggia, anche se Leo asseriva che avrei dovuto utilizzare il riso di Taverne, l'ho sfumato con un Merlot vinificato in bianco di quella terra e ho tirato un risotto con un brodo di carota e cipolla. Quando era bello al dente, ho mantecato con poco burro, ho aggiunto i porcini e un trito finissimo di prezzemolo. L'ultimo filo d'olio si è infilato nel piatto in punta di piedi, come facemmo noi quasi dieci anni fa.
Questo post partecipa al Red, White or Swiss di Zorra.

Risotto con la zucca e i porcini mangiato a Olivone

Per quattro persone, ho messo in forno per 20 minuti a 180°, 120 grammi di zucca gialla pulita e fatta a tocchetti, lo so che non è stagione ma il mio congelatore è un pozzo di sanpatrizio. Ho affettato qualche porcino estivo che come una manna dal cielo, anche nel costo, ho trovato in una gastronomia delle colline pesaresi, l'ho saltato in padella con olio evo, una mezza noce di burro per due minuti a fuoco vivo. Ho fatto rosolare uno spicchio d'aglio intero in poco olio, insieme alla zucca, poi ho tostato un riso un carnaroli di baraggia, anche se Leo asseriva che avrei dovuto utilizzare il riso di Taverne, l'ho sfumato con un Merlot vinificato in bianco di quella terra e ho tirato un risotto con un brodo di carota e cipolla. Quando era bello al dente, ho mantecato con poco burro, ho aggiunto i porcini e un trito finissimo di prezzemolo. L'ultimo filo d'olio si è infilato nel piatto in punta di piedi, come facemmo noi quasi dieci anni fa.
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