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06 agosto 2007

Bilanci settimanali (2)

Settimana strana quella appena trascorsa. Ultima prima delle ferie: che uno si prepara a qualcosa di tranquillo e invece si ritrova a dipanar casino come, fosse un cordaro. Ma talmente tanto che, nonostante tra poche ore si parta per le ferie, decido che il fine settimana mi devo disintossicare.

E quindi venerdì sera preparo tre zaini e decido di farmi quarantottore lontano dalla gente e dal mondo, come lo vedo tutti i santi giorni.
Mi fanno compagnia oltre al silenzio. le risa allegre di "Chi?Che?Co?Io?" e quelle del cugino "Mmmh!Boh!", fotografati alla partenza. Si sale subito, e dopo un paio d'ore siamo fuori portata da tutto tranne che dal vento. Si cammina in cresta bersagliati da raffiche che pare vogliano strapparci da terra. Capita così che mentre uno è concentrato a ripetersi che nonostante il freddo siamo al quattro di agosto, ci si imbatta, o sbatta, contro questa roba e anche questa. Che magari si è vero che il "cellulare" fa tanto comodo. Ma che è vero anche che produce più merda di tutte le vacche al pascolo che incontriamo.

Tiro un po' il passo. Le risa alle mie spalle sono scomparse, le ravvivo solo con la promessa di una tagliatella al primo rifugio della giornata. E per farlo descrivo quelle che faccio nelle domeniche autunnali. La cosa funzione. Le gambe sotto ad uno dei tavolino del rifugio di val di Ranco, gli zaini sotto un albero, una birra, un paio d'ore di riposo, e si riparte. Bosco. Fatica. Il tempo di montare la tenda, e i due chiacchieroni si infilano dentro crollando di sonno.
La cena la facciamo al rifugio di "Pian delle Macinare", fagioli con le cotiche, buoni magari come quelli di Sergiott, e un paio di grigliate e poi a dormire.

Mi sveglio presto normalmente, figuriamoci qui, ma lo spettacolo merita il freddo della mattina. Colazione veloce e abbondante e poi si comincia a scendere. il Cucco alle spalle la valle delle Prigioni davanti. Sono tre ore di discesa lungo un fiume in secca impressionante. L'unica traccia di acqua è ad una fonte che zampilla silenziosa. E passato mezzogiorno quando usciamo dalla valle. Una panchina in ombra per le ultime due chiacchiere in attesa di farci recuperare.

Qualcosa mi solletica una gamba. Il cellulare dimenticato in una tasca del pantalone ha ritrovato il segnale, e adesso sta scaricando tutti i messaggi.
Chiamate poco che è come lasciare sacchetti della spazzatura sul marciapiede.

29 giugno 2007

Bilanci settimanali (1)

Settimana come tante, ma con un paio di cose diverse, cose che non capitano tutti i giorni, che quelle che capitano tutti i giorni non serve scriverle, che poi uno diventa noioso.
E così una mattina son partito in bicicletta all'alba come sempre, sotto un sole che era già caldo e che già scottava all'alba, che ho pensato che con la giacca impermeabile, chiusa nella sacca non ci avrei fatto nulla. Ed era vero che verso il monte dove andavo io, c’erano delle nubi attaccate; bianche fuori e scure dentro. Ma chi si aspettava la pioggia il vento e qualche chicco di grandine?!.

E sempre a proposito di nuvole una sera a “Matti” gli ho indicato questo cumulonembo davanti casa e gli ho detto: “Guarda che bella nuvola Matti!” e lui mi fa “E tsi, quella l’ha fatta Gesù, con un tubo. Ma più grande del tuo!” Si riferiva al sifone. E c'ho pensato su un attimo; che forse stavo sbracato in pantaloncini e ciabatte nel piatto del Grande Chef, mentre Matti continuava a girarci dentro in monopattino.

C'è stato, poi, un amico che mi ha detto che in un certo posto avevano aperto un negozio di specialità napoletane. Sono andato. Lì per lì non ero proprio entusiasta, a me non piace molto quando la prima volta che una persona mi vede mi apostrofa con un: "Ciao, che vuoi?" specialmente se chi lo fa sta dietro il banco di un negozio, o mi serve in un ristorante. Forse son fatto male, ma è come trovarmi davanti ad un pavimento sporco o ad un capello nel piatto. Comunque, in questo posto hanno la mozzarella di bufala, fresca tutti i giorni, hanno il pane cafone salato (Franco te lo hanno aperto vicino a casa dove abitavi tu :)), hanno il salame napoletano, la scamorza di bufala e tutto il resto. Io ho comperato una mozzarella, e mezza pagnotta di pane cafone. Mentre tornavo a casa, e guidando mi mangiavo il pane, io adoro infilare la mano nel sacchetto di carta e mangiare pezzi di pane prima di tornare a casa, pensavo a cosa fare con la mozzarella e il pane che avevo comperato.

Sarà stata la fantasia, sarà stata la mozzarella, sarà stato il pane, oppure i pomodori datterini, o il basilico del mio giardino o il tonno della mia pesciarola, ma forse sarà stato il post di Maruzzella che mi ha ispirato il:


Panino con tonno scottato, bufala e datterini


E ci ho messo niente a tagliare due fette di pane cafone, qualche fetta di mozzarella grondante latte,i datterini che poi ho salato e condito con olio extra. Anche con il tonno, è stato facile, due fette da centimetri circa1, scottate minuti circa1 per parte su di una griglia infuocata, salate e pepate. Assemblato il tutto, un cucchiaio di di emulsione di olio extra e succo di pompelmo, e usato per cena veloce accompagnato da una falanghina ghiacciata, che visto che si è cominciato in Campania lì ho voluto finire.


E comunque, magari, cerchiamo di far poco casino in questo "piatto", che magari lo Chef si innervosisce. Beh io domani "transumo". Alla prossima