Carbonara riflessiva
Scrivevo qualche tempo fa che questo è un piatto che "tira sù". Sicuramente non è stato scelto per questo motivo a rappresentare, proprio oggi, la Cucina Italiana nel mondo. E poi onestamente, questo piatto "tira sù" se il contesto che ci sta intorno, il binomio luogo-persone, aiuta in questo senso. Altrimenti questo piatto rimane una quantità di spaghetti, condita con guanciale, uova, pepe e pecorino. E per quanto si voglia l'unica cosa che "tira sù" magari è un po' di colesterolo.
L'ambientazione di un piatto, aldilà della sua bontà, è fondamentale. E' fondamentale la sua presentazione, la mise en place, le mura del locale, le luci, e poi è fondamentale chi sta seduto al tavolo insieme a voi. Ecco in quel senso anche un piatto freddo, o due fette di pane con la mortadella, hanno un sapore completamente diverso e mantengono quello che è l'essenza del cibo: il ricordo. Pensateci è più facile ricordare un piatto banale ma mangiato con gente simpatica che un piatto "stellato" ma mangiato con gente triste.
La Morale? Forse che la bontà di un piatto la fa anche il sorriso di chi ve lo serve, sicuramente di chi vi sta vicino.
Il preambolo serve per giustificare l'aspetto, abbastanza triste, della mia carbonara, che aldilà degli ingredienti standard, mancava di tutti quegli ingredienti di "contorno".

Detto ciò volevo ringraziare un amico, mi permetto tanta confidenza, blogger, contadino e svizzero. Ste ha citato un mio post interessante, insieme ad altri quattro post tutti molto interessanti. Tra tutti ho scoperto questo. Ogni volta che in rete scopro queste cose, penso ai miei figli. Al fatto che Leo, per esempio, ha in mente di portare il giornalino della parrocchia su di un blog. Ma per far questo dovrebbe nominare un direttore responsabile e pagare l'iscrizione al ROC, e poi dovrebbe smettere di fare foto in giro per il paese, buona parte del paese dove viviamo, sono beni culturali. E quando leggo quelle cose sopra, faccio il confronto con quello che sento in televisione dai telegiornali: eh ma lì si parla solo di MASSIMI SISTEMI.
Che tristezza Ste ma sei sicuro che non era meglio fare il contadino in Svizzera?
L'ambientazione di un piatto, aldilà della sua bontà, è fondamentale. E' fondamentale la sua presentazione, la mise en place, le mura del locale, le luci, e poi è fondamentale chi sta seduto al tavolo insieme a voi. Ecco in quel senso anche un piatto freddo, o due fette di pane con la mortadella, hanno un sapore completamente diverso e mantengono quello che è l'essenza del cibo: il ricordo. Pensateci è più facile ricordare un piatto banale ma mangiato con gente simpatica che un piatto "stellato" ma mangiato con gente triste.
La Morale? Forse che la bontà di un piatto la fa anche il sorriso di chi ve lo serve, sicuramente di chi vi sta vicino.
Il preambolo serve per giustificare l'aspetto, abbastanza triste, della mia carbonara, che aldilà degli ingredienti standard, mancava di tutti quegli ingredienti di "contorno".

Detto ciò volevo ringraziare un amico, mi permetto tanta confidenza, blogger, contadino e svizzero. Ste ha citato un mio post interessante, insieme ad altri quattro post tutti molto interessanti. Tra tutti ho scoperto questo. Ogni volta che in rete scopro queste cose, penso ai miei figli. Al fatto che Leo, per esempio, ha in mente di portare il giornalino della parrocchia su di un blog. Ma per far questo dovrebbe nominare un direttore responsabile e pagare l'iscrizione al ROC, e poi dovrebbe smettere di fare foto in giro per il paese, buona parte del paese dove viviamo, sono beni culturali. E quando leggo quelle cose sopra, faccio il confronto con quello che sento in televisione dai telegiornali: eh ma lì si parla solo di MASSIMI SISTEMI.
Che tristezza Ste ma sei sicuro che non era meglio fare il contadino in Svizzera?
Aggiornamento, del 19/01/08:
La carbonara che "tira sù" !






