24 febbraio 2008

Il pieno per favore

Ho spesso bisogno di verificare, (ri)constatare, toccando con mano, che le cose vere, che il mondo vero c'è sempre. E' una sensazione strana, una sensazione di sentirsi fuori luogo nel posto e nel ruolo che ci appartiene normalmente. Ecco, quando io percepisco quella sensazione so che è il momento di rifare il pieno, di ritornare alle origini, alla terra, per ritrovare le cose semplici, seguendo il vecchio tratturo che sale dietro casa, riscoprire le cose essenziali.


Vado, raccolgo per strada un amico, lo carico in auto e andiamo, non tanto distante, ma quel tanto che basta per uscire dal mondo. Saliamo su quella collina, il motore s'impalla, un Airone bianco maggiore ci osserva curioso dal bordo del fiume. Scendiamo, i cani sonnecchiano prigri al primo sole di una finta primavera, poco distante una ventina di pecore sono relegate in un grande recinto. "Devono partorire...", Checco compare alle spalle, tranquillo, "... il resto del gregge è più su, sui pascoli"


Con Checco ci siam visti un paio di volte, il tramite è Lillo il mio amico, ma è come se ci conoscessimo da sempre. Lui alleva pecore, fa il Pastore, ne munge duecento, a mano, due volte al giorno, attacca alle cinque della mattina e smette alle otto di sera. In mezzo alla giornata, qualche ora per il resto dei lavori. Eppure non sembra stanco, tutt'altro.

Chiacchieriamo nell'aia, i cani ci ascoltano, giriamo per le stanze delle sue cantine, mi fa vedere una una pista che è ancora sotto sale, rimedio un paio di salami, poi in soffitta che lì di salami ce ne sono una cinquantina e una decina di lonze. "La vuoi una lonza quando è pronta?" E certo che la voglio, un capocollo, quello là, scrivici "marco". Prendiamo un caffè, parliamo di progetti, di mungitrici automatiche, di agriturismi improbabili. E poi? E poi finiamo lì, come sempre, a parlare di cucina. E se parli con un Pastore, parli di agnello e se parli di agnello, con un Pastore, non parli di arrosti, di rack, di scottadito, no, con un Pastore prima parli di coratella, che qui nelle Marche diventa il:

Fritto d'agnello


Una coratella di agnello, che altro non è che: fegato, polmoni, cuore, rognoni, milza e budellini. Pulite il tutto per bene e tagliatelo a pezzetti. In una padella scaldate abbondante olio evo buono, con quattro spicchi d'aglio schiacciati e alcne foglie di salvia a pezzetti. Nelle Marche non mettiamo cipolla, tuffiamo la coratella in padella e lasciamo soffriggere finché non cuoce, saliamo, pepiamo e poi sfumiamo con vino bianco secco. Un verdicchio andrà benissimo, lasciamo evaporare il vino e alla fine condiamo con il succo di un mezzo limone, e tanto prezzemolo tritato. Io l'accompagno con una bruschetta calda e carica d'olio, e nient'altro, giusto l'essenziale.

8 commenti:

Luc ha detto...

per anni la pasquetta era andar la mattina presto con il padre di una cara amica, dal pastore. si preparava la coratella e le animelle, sempre nella stessa padella, sul fuoco all'aperto. pagnotta e coratella. e poi l'impanata. pane bagnato con il siero e con la ricotta appena cagliata e calda. alle dieci di mattina avevi già fato un panzo che bastava per tutta la settima dopo. ma che delizia !!!

elisabetta ha detto...

Che dire... apprezzo chi apprezza (scusa il gioco di parole) e propone anche questo tipo di cucina, ho notato che appena un foodblogger ne parla, c'è il fuggi-fuggi dei lettori...

marzia ha detto...

di nuovo grazie per una nuova ricetta a base di agnello! io qui mi sto battendo perchè questa carne riceva il riconoscimento che merita, soprattutto se e quando è stata allevata come si deve, ma i più davanti alla parola "agnello" storcono il naso. non sanno quello che si perdono...

Anonimo ha detto...

profumi e gusti di un cibo non di molto uso tra i comunui mortali ma di nicchia anche in molti ristoranti che fanno la cosi detta alta cucina io la sfumo con il marsala gli da un fondo dolciastro che me piace
complimenti per la proposta

Anonimo ha detto...

chiedo scusa non mi sono firmatol'anonimo sopra sono io
marco
www.chefmarco.splinder.com
pittosto nelle marche che vino ci abbinate?

RENZO ha detto...

Che nostalgia, la la pasquetta ragusana...

loste ha detto...

@Luc: bé con una colazione così stavi bene per giorni per davvero :))
@Elisabetta: vorrà dire che mi sono giocato parte dei lettori, ma chi resta sa apprezzare la vita :)
@Marzia: da queste parti la usiamo molto il dramma, perché tale è che in macelleria siamo a 20€ al kg, mentre il mio amico riesce a raggiungere i 4€ al kilo come venditore solo in alta stagione, in certi periodi si ferma a 2,60€ :((
@caro Marco: debbo provare con il Marsala !!!
@Renzo: come è la pasquetta Ragusana?
Loste

marzia ha detto...

confermo i prezzi, anche da queste parti le "quotazioni" sono le stesse!