Croce e Delizia


Se pine 'n tra do' deti com'un fiore;
le bagi come fosse el primo amore;
prima in tel cuderizo un bagio seco,
pò volti e bagi in do' che c'era el beco.
Ciuci e riciuci, lichi scorze e deti;
è un ino de chiopeti e de fischieti
e te viènene su qùi ciciolini
che udorene de mare e de giardini.
Ricòrdete ma prò che la cruceta
da per lia sola è misera, pureta,
è com'un quadro pieno de vernige,
un quadro bèlo senza la cornige.
E alora, perché el gode sia completo,
ce vòle, digo vòle, un bichiereto
de vi' ogni sete cici, in abundanza,
de modo che ce sguazi in te la panza...
Io guardo 'sta cruceta sbruzulosa
cun 'st'anima gentile;
cià qualcosa del caratere nostro anconità;
rozo de fòra, duro, un po' vilà
ma drento bono, un zuchero, 'n'amore...
ché nun conta la scorza, conta el còre.
E come si cucinano le:
Crocette in porchetta ?

Se sbeca, sarìa a di' se leva vìa,
i bechi e el cuderizo, po' se pìa
l'aqua salata e lava che te lava
fino a che c'è la bava.
Po' ce vole 'na pigna; ce se mete
oio, fenochio forte, do' brancete
d'usemarì, do' spichi d'aio, sale,
i dài (che n'j fa male)
de pépe a stufo e apena rusulato,
buti gió le crucete ch'hai spurgato.
Per fai pià l'onto j dai do' o tre sbalzate
e, quando ch'ène bèle che rivate,
daqui c'un po' de vi' de la chiaveta.
Dài qualch'altra scosseta,
gióntece la conzerva ch'hai squaiato
e, quando che 'l ciciolo s'è stacato
dala scorza, leva la pigna e svòta
che la cruceta è cota.
Le due poesie sono di: Eugenio Gioacchini ( detto Ceriago)
La ricetta, per chi magari è rimasto con qualche dubbio, è questa. Tagliete le punte (bechi) e i fondi (cuderizo) aiutandovi con una tenaglia. Lavate e rilavate cambiando spesso acqua fino a che non scompare la bava, qualcuno sbollenterebbe ma è meglio di no. In una casseruola (pigna) fate soffriggere due spicchi d'aglio, con finocchio selvatico tritato e rosmarino in olio evo buono. Si sala e si pepa il soffritto. Poi si abuttano le crocette che si fanno scottare a fuoco vivo. Si aggiuge un bicchiere di vino bianco e si lascia sfumare, per aggiungere alla fine dei pomodori pelati e passati o pomodori freschi finemente sminuzzati. La crocetta è cotta quando si stacca dalla conchiglia.
Da annaffiare con un Verdicchio dei castelli di Jesi classico superiore, da provare per questo piatto il TERRE DEI GOTI di Stefano Mancinelli, non freddo ma ghiacciato.
Una considerazione: di solito con questi piatti ci si mangia unchilo, unchiloedeucentogrammi di pane. A testa naturalmente.
9 commenti:
Non puoi farmi questo di prima mattina,farei la strada a piedi per arrivare laggiù,l'ho scritto, ho lasciato un pezzo di cuore appeso da qualche parte!
E quando leggo certe cose,nn posso fare a meno,vabbè...Grazie bellissimo post!
Ti scopro ora e mi trovo di fronte queste meraviglie?
Qui a Venezia li chiamiamo "garusoli" e li mangiamo quasi esclusivamente lessati, ma l'arte sta nel movimento del polso per far uscire l'ultimo pezzetto di "ciccia" che resta all'interno della conchiglia, possibilmente senza schizzare il commensale al proprio fianco!
A presto!
E' da ieri che guardo e riguardo questa ricetta e mi viene l'acquolina. Ma per propinarla al mio compare senza ritrovarmi inaspettatamente single, credo mi ci vorrà ancora un po' di tempo.
Sempre belle le tue storie, ma già lo sai ;-)
Che meraviglia !!!
Tra le tante bottiglie da assaggiare, me la segno, ma rilancio con un altro verdicchio che mi è rimasto nel cuore, per la situazione e gli amici con cui l'ho bevuto.
http://www.zaccagnini.it/maestro_di_staffolo_riserva.htm
Anche lì freddissimo, sennò i 13,5 gradi ti tagliano le gambe a metà piatto ! :)
E tanto che sono in vena di spam, visto che sto caricando la macchina in direzione Morrovalle, ti dirò che farò colazione al Bar Fortuna a Montecosaro Scalo. Mi sa i migliori Babà mangiati a nord di Napoli !
Buona domenica !
:)
Non sapevo che da quelle parti si praticasse il tuo sport. :^)
Ma se ti fermi per colazione, allora facci anche pranzo:ristorante "Due Cigni" di Rosaria Morgante. I veri princisgrass, una zuppa inglese con granita di alchermes, da strappare la lacrimuccia anche a quest'ora.
Stammi bene.
Loste
P.S. quel verdicchio lo conosco Zaccagnini son bravi.
Sempre più belli i tuoi post.
@Lory,e mia cara devi aver pazienza che qui, ogni tanto si parla Ancunetano.
@Graziella, benvenuta esi con questo piatto ci si lorda.
@K, bisogna lavorarci ai fianchi, a noi uomini, poi dipende ;)
@Maruzzella, grazie Mara i complimenti fan sempre orgoglio ;)
Loste
Vorrei segnalare il sito Toscana e Tirreno.com, che in particolare, con la sezione delle sagre e feste in Toscana spero che ti possa interessare
è curioso come si possano trovare similitutidini di tradizioni fra località diverse...
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