28 agosto 2007

Riattacare la spina

I nostri rientri sono costellati di borse aperte traboccanti di biancheria da lavare, di scarponi da montagna lasciati a "spuzzare" in garage, di bastoni da trekking appoggiati solitari ai muri di casa. Il rientro è ovattato, lento, svogliato. Vaghiamo per casa distratti e inattivi. "Ciao Papà", continua a ripetere Leo ogni volta che ci incrociamo. Matteo sta recuperando il tempo perso in giochi e cartoni animati. L'unica a lavorare per riportare la casa alla normalità è Lella. La nostra presenza accidiosa, come diceva sempre mia nonna, al secondo giorno crea disturbo e prima che la situazione precipiti ce ne andiamo. Saliamo in auto e partiamo senza meta.
La mattina è fresca e limpida, ma nuvole ancora lontane promettono pioggia. Imbocco una strada che conosco bene, chiusa tra monti. Viaggiamo silenziosi, per i primi dieci minuti, poi vicino all'abazia di S.Emiliano, "Spaccaball" rompe il silenzio
"Chi ci viene a trovare oggi, papà?" è la sua domanda di tutti i giorni quando si avvicina il pranzo o la cena.
"Nessuno!", "E domani ?", "Nessuno!", "E domani, domani ?", "Nessuno!","E domani, domani, domani ?", "Nessuno!"
(...)
(...)
"Biciogna che cucini quacocia, se no non ci viene a trovare neccsiuno!"

Ci guardiamo con Leo e forse "Spaccaball" ha ragione. Ravioli? Tortelli? Cannelloni di magro! Siamo di strada, di strada per andare in un buon caseificio a comprare la ricotta fresca. Siamo già in Umbria quando passiamo sotto la Balza Grande del Catria. Ma siamo come equilibristi in bilico tra i confini della provincia di Ancona, quella di Pesaro e quella di Perugia. Quando arriviamo, Scheggia sonnecchia ancora negli ultimi giorni di ferie agostane. Arroccata sotto al monte Cucco, questo è il punto più basso di tutto lo spartiacque appenninico. Un fattore che nell'antichità ha costituito un elemento di sviluppo per questi luoghi. La via Flaminia passava e passa da qui, per andare da Roma a Rimini. "Ad Ensem" è l'antico nome del luogo, ma già prima che Caio Flaminio, avesse l'idea, qualcuno, intorno al tracciato di una Protoflaminia, attraversava il passo del corno per andare verso casa mia: l'antica Sentinum.
Noi attraversiamo il paese e raggiungiamo il caseificio Camaggioretto. Il formaggio è il risultato del conferimento del latte, vaccino e ovino, di allevatori locali disseminati nei dintorni. La signora è gentile e accondiscende alla sfacciataggine di "Spaccaball" che chiede di assaggiare una fetta di pecorino. Chiedo scusa e parlando con la signora scopro che ci accomuna, un secondo figlio con lo stesso nome e lo stesso carattere. "Mmmmh ... Buono !" sentenzia l'assaggiatore, che rifiuta di cedere, l'ultimo pezzo al fratello oramai caduto in depressione per il rifiuto. Buono sì! Buona la caciotta, il pecorino, che in stagione trova anche un variante in fossa, zona di sant'Agata Feltria, piuttosto delicata, buona la mozzarella (in effetti fior di latte), la scamorza fresca e la ricotta. Ne compriamo un po' di tutto, come sempre, ma in particolare un'intera ricotta, e poi a casa a fare un

Cannellone di magro con pepe di Sechuan


Tirate una sfoglia secondo il metodo classico che potete trovare anche qui. Questa volta ho voluto dare un po' di colore usando due cucchiai di acqua calda, poi raffreddata, in cui ho fatto sciogliere poco zafferano, per la gialla. Mentre la rossa è colorata da una riduzione, passata più volte al chinoise, di pomodoro fresco. Per la farcitura usate ricotta (1,5 kg per 10 uova di sfoglia), 4 rossi d'uovo e 100gr di parmigiano reggiano e una prolungata e generosa grattata di pepe di Sechuan.
Passate i cannelloni per 15 minuti al grill a temperatura massima e serviteli con una salsa di zucchina o di fiori di zucchina, o entrambe. Oppure nature con un filo di besciamelle.

"Ma papà, chi ci viene a trovare domani?". Domani nessuno, ma se gli amici di Scheggia si decidono noi li aspettiamo.

6 commenti:

Giovanna ha detto...

la ricetta è molto interessante, ma l'estetica del piatto è proprio super!!

Luc ha detto...

da Adele l'altro giorno una domanda ... ma dal tuo amico sul blog nessuna nuova ricetta ? ... ogni tanto gliene stampo una ;^)

Bentornato Marco. e ti devo sempre una e.mail di risposta, che arriverà quanto prima.

Luc ha detto...

Adele è il capo di casa mia ;^)) nonchè dolce consorte ...

Anonimo ha detto...

Gli amici di Scheggia sono mortificati per aver "cannato" l'appuntamento culinario dell'altra volta (con te ogni lasciata è persa...) ma ti garantisco che dopo questa settimana di strettissima dieta saremo in splendida forma per il prossimo tuo graditissimo invito!!!

PS: sono uno dei pochi fortunati che oltre del godere di questo meraviglioso blog FISICAMENTE posso ammirare e gustare dal vivo tutte le meraviglie de loste....credo sia l'unico motivo per cui invidiarmi....

Teddy

loste ha detto...

@grazie Giò per il complimento, in effetti a me non piacevano troppo un pò "smosciati" e tenuti in piedi come quattro ubriachi farebbe tra loro. La prossima mi miglioro.
@Luc, scusa non avevo capito quindi siete in due a leggere :))
@Attendiamo con gioia caro anonimo firmato.
L'oste

Luc ha detto...

beh, non sempre ... a volte si ;^))
a scivere invece sempre e solo io