23 agosto 2007

Birra e luna piena

Il viaggio fin qui, a cercare la Birra della Luna piena, era programmato da tempo. Però dopo i fatti accaduti, ci abbiam pensato, riflettuto, siamo stati tentati di annullare, di lasciar perdere. Poi ci siam decisi, siamo andati, silenziosi, parlando sottovoce, e senza far rumore. La direttrice dell'ufficio informazioni, con un ombra nel cuore, mi dava tutte le indicazioni possibili sui luoghi e le cose da vedere, senza mai staccare gli occhi da Spaccaball. Le vie del paese sembravano più silenziose, di quanto lo potrebbero essere in un momento "normale". Il cielo grigio e basso pesava, e ogni tanto scaricava leggeri scrosci d'acqua, sottili e freddi. I bambini tornavano da scuola in bicicletta, in piccoli gruppi sparuti, costeggiando fiume e strada.
Appenzell merita di essere conosciuta per le sue case, per i suoi vicoli vecchi di secoli, per il suo verde, per il suo formaggio, e per la sua birra, e per null'altro.

E a proposito di birra tutto comincia all'inizio dell'anno mille, quando i monaci irlandesi, sulle orme del loro predecessore: Gallo, arrivarono in questi luoghi. L'Appenzeller, poco distante dalla città di San Gallo, dove nell'abazia riposano le spoglie del santo, era all'inizio del mille, zona di foreste in cui si cacciava l'orso, simbolo oggi dei due cantoni. Nel 1071, in questi luoghi, i monaci fondarono una parrocchia a cui diedero il nome "Abbacella", la cui etimologia può essere ricondotta ad Abate e cantine. Nell'atto di fondazione della parrocchia, vengono menzionate come parti o confini del territorio soggetto al pagamento della decima anche gli alpeggi di Soll, Meglisalp e Potersalp e i monti Kronberg e Hundwilerhöhe, segno di una presenza umana precedente. Con il tempo la foresta ha lasciato il posto a dolci colline in cui si coltivava orzo e malto. Il luppolo, coltivato qui, invece viene utilizzato per la produzione della birra di Natale.

Nessuna birreria, purtroppo, consente una visita, così non si possono ammirare i fermentatori aperti e tini orizzontali, ancor oggi utilizzati. La birra non è pastorizzata e si possono gustare: una lager non filtrata (Naturtrub); una Special maltata e leggera, invecchiata 6 mesi e una Dunkel dal gusto rotondo.

Ma la vera particolarità di Appenzell è la "Vollmond" la birra, appunto, prodotta solo quando c'è la luna piena: il meshing comincia alle 10 di sera e il lievito si deposita alle 6 del mattino, cosicché la fermentazione inizia sotto la luna piena. La Vollmond è una golden lager, prodotta in due gradazioni: al 4,8%, invecchiata fino a dieci settimane, dal gusto morbido ed asciutto, e una al 5,2%, maturata per dodici settimane, più morbida, maltata e dolce.
Non so se la luna faccia differenza, qualcuno parla di fermentazione più veloce, altri solo di tradizione, il padrone del negozio, che mi vende le birre, fa spallucce e sorride, poi me ne propone una con semi di cannabis.

Magari qualche differenza la luna la fa, se mio padre pianta i pomodori e le zucchine, quando la luna è calante e se la gente, purtroppo, ogni tanto impazzisce.

7 commenti:

MisterQ ha detto...

Di sicuro la luna si fa sentire !
Infatti, quando per sbaglio mi capita di fare una nottata in riva al lago con tanto di luna piena, mi metto l'anima in pace e mi dedico anche io alla birra, ché tanto, di pesci neanche l'ombra...

Excalibur ha detto...

Che meraviglia il monastero di San Gallo con le sue radici antichissime, con il suo scriptorium medievale rinomato per codici e miniature, che strana dev'essere la birra fatta quando c'è la luna piena..

tartablu ha detto...

Bhe', da quando sono in Belgio me la sono fatta una bella cultura sulla birra e sui mille modi di produrla. Questa della luna piena pero' nn la sapevo.

Anonimo ha detto...

Caro l'oste, vero, qui in Svizzera non ho ancora trovato un birrificio che permetta la visita. Perche' allora non fare un bel giro in Belgio? Un po d'anni fa a Bruxelles ho visitato un (se non sbaglio l'unico) birrificio che produca gueuze nella citta' di Bruxelles. Una belle esperienza, non c'e' dubbio. Bisognera' che ci torni...

nightfairy ha detto...

Io adoro la birra e la cultura che c'è dietro, in tutte le sue variante...é un mondo amplissimo, ma poco conosciuto in Italia!

apellonara ha detto...

Spero che avrai pensato agli amici. (Nota che sono in vacanza e posso connettermi alla grande). Viaggio epico.
Ciao

Maurice ha detto...

Bellissima dissertazione e splendida foto del capitello in mezzo ai prati.
Devo rivelarti tutta la mia limitazione in fatto di birre: ne ho provate diverse, ma amo solo le pils.