30 marzo 2008

Koba... che?

Ho mostrato la foto del piatto a coloro che presumibilmente l'hanno assaggiato, come in quel polizesco un po' d'essay , ho fatto sedere il "Robert Verbal Kint", di turno al tavolo del mio studio. Ho attivato il video del pc e immaginandomi un "Chazz Palminteri" dell'entroterra marchigiano, ho chiesto se quello che appariva in video fosse il "Keyser Soze" di turno.

Lella ha avuto uno sguardo distratto, un'alzata di spalla, una smorfia sottile su un lato del labbro inferiore. Ha mosso la testa da destra a sinistra, evitando un fastidioso riflesso di luce appoggiato sul video, ha cercato di associare i colori e le forme alle sinapsi della sua mente.
No non mi ricordo, ne mangiamo tanti di piatti!

A Matti tremavano le mani, seduto in quella sedia bollente, sapeva che sarebbe stata una lunghissima notte. Quando ha visto la foto ho capito che sapeva, ma come in quel film, le sue memorie i suoi ricordi, sembravano sfuggire, scivolare dalle dita come palline insaponate. E come in quel film appariva il personaggio di "Kobayashi", qui qulacosa ne usciva, ma ... a fatica, strappato con le pinze da quella piccola bocca tremante:
Io quegli animali non li mangio papà, lo sai. E poi lì c'è quella cosa verde, che a me non mi piace.

"Chi?Che?Co?Io?" mi ha guardato negli occhi, una fessura sottile, si è avvicinato al tavolo e se nel farlo avesse zoppicato con il braccio sinistro lungo il corpo, non mi sarei meravigliato. Non sarebbe andata come nel film, qui il "diavolo" esisteva e non era sparito, la foto sul video ne era la prova. Era solo questione di tempo, non ci sarebbe stato un redfoot grasso come una balena, nessun quartetto vocale a Skokie, e niente caffé Guatemalteco. Qui le cose sarebbero andate diversamente e Lui lo aveva capito.
Tirò un lungo respiro, si aggiustò sulla sedia e ...

Era un risotto con cuori di carciofi freschissimi, sudati in un intingolo di olio evo, aglio, e una sottile fetta di guanciale, rosolata e tolta prima di mettere a tostare, in quell'intingolo, 80 gr di riso carnaroli per persona. Si, si, ... mi ricordo che lo hai lasciato scottare per un paio di minuti, poi hai sfumato con un mezzo bicchiere di bianco dealcolizzato. Hai fatto andare il risotto con un fumetto leggerissimo, mentre nel frattempo hai trattato quattro gamberi rossi spettacolari. Ricordo... ricordo che Matti non ne mangiò, e per il suo fù dura scegliere a chi toccasse.

Annnuisco sapevo che avrei ritrovato il bandolo di quella matassa, ora le palline non sono più insaponate e le tengo ben strette tra le dita. Ora ricordo che scaldai una padella antiaderente, la cosparsi di fleur de sel di Guérande, ci appoggiai i quatro gamebri scottandoli un minuto per parte, deglassai quella padella con mestolo di fumetto e ne ricavai un salsina con cui guarnii i piatti.

"Chi?Che?Co?Io?" è ancora lì, la testa bassa, con un filo di voce mi ricorda:
hai mantecato il risotto con olio evo, anche se questo da fastidio a qualcuno, ma a te piace essere un rompipalle, hai impiattato, messo il gambero insaporito con quella salsina e poi... Poi non so come ti è venuta quell'idea del basilico fritto.

Già il basilico fritto... e ora il piatto è qui, fatto rinascere dalla memoria di Verbal Leo. Lo guardo piegato sotto il peso della responsabilità, le spalle curve, una mia mano sulla sua spalla e... ed è un segno, un messaggio: può star tranquillo nessuno saprà che è stato lui a (ri)fare la ricetta del:

Risotto "Kobayashi"



7 commenti:

fiordisale ha detto...

una cosa che mi piace dei tuoi piatti è che non deturpi mai gli ingredienti, si potrebbe addirittura pensare che vuoi lasciare a ciascuno una loro identità, un loro sapore che andrà ad unirsi agi altri senza per questo diventare una sorta di ingarbuglio papposo, se intendi cosa voglio dire.

MisterQ ha detto...

Noto con piacere che il sultano Khalid ha mandato i suoi truff-emissari pure tra i commentatori pur di farti guadagnare qualche dollaro in più !
E a noi poveretti "solo" un risotto !?
Neanche un secondo ? o un dolcino ?

Loste ha detto...

@per chi legge e per Q: ho dovuto eliminare il commento del sultano Khalid perché il bastardo ci aveva messo un link estremamente "fastidioso" e che sicuramente mi ha già installato un trojan da qualche parte. Son troppo buono! Speriamo di non dover riattivare i caratteri di controllo. @Q se vuoi di raccomando per una visita del sultano :))
@Fior: miseria sei diventata seria tuttadunbotto ... comunque penso che tu abbia ragione ;)
Loste

Ciboulette ha detto...

Mi sono sentita anche io per un po' uno dei soliti ignoti leggendo questo post....
posso farti una domanda, scusandomi per l'ignoranza (magari ne hai gia' parlato nel tuo blog ed io non lo so..): cos'e' il vino dealcolizzato???? Grazie!!!!
Grande il procedimento con cui hai trattato i gamberoni per poi ricavarne la salsina......

Loste ha detto...

Ah mia cara @Ciboulette... lapsus freudiano ;) il film è "I soliti sospetti" mentre quello che tu citi è il capolavoro di Mionicelli con quel casting meraviglioso... Il vino dealcolizzato è un vino a cui si elimina l'acol e quindi l'acidità di fondo, per bollitura.
Ciao Loste e benvenuta ;)

Fabrizio ha detto...

uhe loste, ma lo sai che - quando nella metà più spensierata dei venti - mi sollazzavo col rap avevo scelto come nickname proprio quello di tsunami Kobayashi?
(ne parlavo tempo fa qua)

:)

ciao

F

Fabrizio ha detto...

concordo sul caltmuvi :)
libro ancora in stampa. Per poco.
:)

F