19 marzo 2008

... e quelle nostre

La farmacista legge la ricetta che il signore davanti a me gli ha passato, come ferebbe un poliziotto del controllo passaporti in piena crisi terroristica. Solleva gli occhi dal foglietto e chiede se quella ricetta serve a lui, no è per la moglie che non sta bene, ma sua moglie queste medicine le prende abitualmente? Chiede la farmacista. Ma no, fa quasi disperato, l'uomo quando sta bene non le prende, non ne ha bisogno. La farmacista sparisce nel retro, l'uomo mi guarda quasi disperato, ammicco in segno di complicità e di comprensione. La farmacista torna: ma è sicuro che deve prendere queste medicine? Le spalle dell'uomo si afflosciano, i muscoli svuotati dalla forza che li tenevano rigidi. Lo sento rispondere che quelle medicine sono state prescritte dal suo medico e che tra tanti dubbi l'unica certezza, è che lui non sa proprio cosa ci sia scritto su quel foglietto. La farmcista torna nel retro, i rumori che ci arrivano sono quelli di una telefonata, l'uomo non si volta neanche più a gurdarmi, è appoggiato al banco la testa su una mano, con l'altra fa girare ad uno ad uno gli stick di burro cacao sulla rastrelliera vicina a lui. La farmacista parla con il medico, il tono e le parole sono quelle di chi è costretto a scusarsi per tanto zelo. Torna, ha le scatole in mano, legge il nome sulle scatole, legge la ricetta, rilegge il nome sulle scatole a voce alta e sillabando come fa Matteo. Stacca i talllonci, li incolla alla ricetta e ora legge la scadenza di ogni farmaco, li appoggia sul banco e prende un foglio di carta, per incartarli, ma ci ripensa e ancora avoce alta rilegge le scadenze. Chiede il codice fiscale, l'uomo risollevato da una prossima conclusione, detta: RBTP... Alla fine per riconquistare il cliente la farmacista con una rista forzosa, butta lì una battuta: sembra di dare i numeri ! La guardiamo tutti con un'espressione di pena latente... e anche le lettere si affretta a dire.

Fa sempre così ! A parlare è una vecchina che è apparsa al mio fianco in mano un sacchetto della spesa, la schiena diritta le mani uncinate dall’artrite sciolgono un fazzolettone legato in testa, che scopre una massa di capelli grigio-azzurro-viola. Non mi guardi così, io avevo chiesto solo un po’ di colore grigio e il viola non lo volevo proprio. Balbetto un mi scusi, ma la vecchina non ascolta neanche e mi fa: senti maschiotto…
"Maschiotto" nel marchigianese dell’entroterra vuol dire giovane adolescente a cui è cominciata a spuntare la barba.
… il mio sguardo all’aggetivo “maschiotto” non la sorprende e fa: non penserai che per me sei più di un maschiotto! Comunque ti volevo dire che io adesso ti passo avanti che c’ho fretta e devo prendere solo le gocce.
Mentre l’uomo abbandona il campo, la vecchina che tanto vecchina neanche mi pare più, si avvicina al banco e chiede: mi serve una fiala di gocce per le pizze di pasqua.
Le pizze dolci di pasqua con le gocce! Sono anni che non faccio questa ricetta: pietra miliare della tradizione pasquale, dell’entroterra marchigiano: uova, zucchero, uvetta, canditi e le gocce: un estratto di rosolio concentrato e qualche altro liquore. La farmacista si è già “incartata” sulla richiesta della signora, le gocce di che? Ma come, perché una medicina? E la ricetta? La vecchina scuote la testa prova a spiegare, interviene una collega della farmacista: le gocce non ci sono ancora arrivate. E che aspettate ferragosto? La vecchina abbandona sconsolata il banco, mentre si riannoda il fazzoletto in testa, mi guarda e mi fa: tutti j’anni è così, me tocca ardije tutto. Ma la cojona so io che non me ricordo de compralle prima, ste canchero de gocce. Poi quando m’arcordo, de sabato, c’è aperta solo sta farmacia. Io. So’ la cojona. Che ancora ce discorro, e che me devo sbrigà a falle le:

Pizze dolci di Pasqua



Ingredienti per due o tre pizze:
700gr di farina circa vi dovete regolare per quanta ne prende; 200gr di zucchero;150gr di olio; 200gr di pasta di pane; 5 uova; 120gr di latte; 75 gr di uva passa; 30gr di lievito di birra;una buccia d'arancia grattugiata; 75 gr di arancia e cedro, due albumi e 50gr di zucchero a velo, confettini colorati e gocce di cioccolato.

In una scodella, meglio l'impastatrice, mescolatre le uova con lo zucchero, l'olio,la pasta di pane, il lievito sciolto nel latte tiepido, l'uva passa, i canditi e la buccia di arancia grattugiata. Aggiungete la farina fino ad ottenere un impasto abbastanza morbido,liscio ed omogeneo. Lasciate lievitare in un luogo tiepido per un'ora. Rilavorate l'impasto per rompere la lievitazione e mettetelo in una tortiera (imburrata e infarinata o coperta da carta da forno). Lasciate lievitare in un luogo tiepido fino al doppio del suo volume. Cuocete in forno a 180°per circa 30-40 minuti. Decorate con una glassa fatta con gli albumi montati a neve e zucchero a velo, cospargendo con confettini colorati e gocce di cioccolato.

Questo è il dolce della colazione della mattina di Pasqua, altra tradizione di quelle dure di una volta, fatta con: uova sode, salame e mazzafegato, coratella o fritto d'agnello, pizza di formaggio, pizza dolce e caffè. Conosco anche di alcuni intraprendenti che accompagnano direttamente la pizza dolce ai salumi. La forza della fame !

10 commenti:

kix ha detto...

Fantastico Loste!!! :D E queste pizze devono essere davvero ottime!
Felice pasqua ;)

The Food Traveller ha detto...

Sembra un panettone dalle foto!
Certo che di rompiball ce ne sono in giro!!!

Anonimo ha detto...

scusa, ma le gocce? non saranno mica quelle di cioccolato!!!

fiordisale ha detto...

sta ricetta è la fine del mondo, proprio quello che ci vuole per la mattina di pasqua, specie se piovosa, vero? senti maschiotto adorabile… puoi mica andare da quella vecchietta taroccata e farti dire il codice del colore grigio-azzurro-viola? mi sa che mi piacerebbe, anzi sai che ti dico? ci metto dentro un po' di turchese, dicono che porti bene.
fiordisale

Valeria e Marco, ovvero i Filibustieri ha detto...

ma alla fine, 'ste gocce che cos'erano?

maruzzella ha detto...

Guarda che non è così male la pizza dolce col salame. Certo, non dolcissima, anzi diciamo pure poco dolce. E io sono tra gli avventurosi che apprezzano.
Buona Pasqua

salsadisapa ha detto...

ah... in versione dolce... interessante! ho appena postato para para la ricetta della torta salata, quella tipica di qui: un'impresa epica :O mai fatta come dolce: da provare! :-) tanti auguri!

adina ha detto...

buona la pizza!!!! volevo farti un saluto, che è un po' che non ti scrivo... ma ci sono. buona pasqua marco!!

Claudia ha detto...

Ciao loste,
buona Pasqua...quella tua
Cla

loste ha detto...

Le "gocce" sono un estratto alcolico prodotto dalla Varnelli non so perché si chiamino gocce e perché si vendano in farmacia.

Grazie @Kix.
@TfT un po' gli somiglia.
@Firodisale: magari se la rincontro chiedo
@Mara: l'ho provata anche io ma non mi ispira.
@Salsa: poi vengo a curiosare
@Adina: Grazie :)
@Claudia: e grazie anche a te :)
Loste