11 febbraio 2007

Che pasta mangi ?

In una sera di depressione dietologica, da sindrome da astinenza da carboidrato, roba da "metadonfarinaceo" se esistesse, mi sono dilettato in un sondaggio in cui ho coinvolto la solita decina di amici. la domanda chiedeva, senza tener conto del "formato" di citare tre marche di pasta conosciuta e/o consumata normalmente. In più al risultato del sondaggio associerò il rapporto tra i quintali di pasta e il numero di dipendenti, sono convinto che più questo è basso più la pasta è artigianale, più cresce più si fa uso di macchinari, in particolare dell'essicatoio, collo di bottiglia della produzione di pasta.
Il risultato è abbastanza scontato, il 66% delle preferenze se lo dividono in parti uguali due grandi gruppi: De Cecco e Barilla, potenza dei media. Il primo con sede in quel di Fara S.Martino con rapporto tra q.li potenziali e dipendenti di 19,14 q.li/dip., il secondo è colosso della famiglia "tuttovabene, tuttoaposto, nonceproblema" con i suoi due marchi di punta: Barilla e Voiello (preferiti in parti uguali), con un rapporto di 22,20 q.li/dip., stabilimenti in tutta italia, approvigionamento del grano in tutto il mondo.... Andiamo avanti al terzo posto si piazza: "Ghigi", bisogna essere marchigiani o romagnoli per conoscere questa marca, che fa capo oggi ad una cooperativa, distribuzione estremamente circoscritta, qualche dubbio sull'artigianalità, nonostante quanto dichiarato nel sito, qui il rapporto sale a 28,0 q.li/dip., visto l'assetto societario, il volume come leva economica.
L'altro 25% del campione cita Del Verde (11,54 q.li/dip), Garofalo (30,0 q.li/dip) come si fa a star dietro alla domanda crescente, LaMolisana (15,76 q.li/dip), Cocco non cito il rapporto ho qualche dubbio sull'attendibilità del dato.

Solo un amico, tra l'altro napoletano [sic!] , cita la Marchigianissima di Osimo pasta Latini, nessuno sà della cooperativa pastai di Gragnano (7,86qli/dip.) grande prodotto , nessuno cita il pastificio Setaro di Torre Annunziata o il pastificio Benedetto Cavalieri (8,17 qli/dip) da urlo, nessuno sa più nulla della pasta Portoghese.
Ora qualcuno penserà che sono un rompicoglioni fissato, e che le paste da me citate costano care. E' vero... costano care 4,5€/Kg per la Cavalieri contro i 2,5/3 €/kg delle altre, ma fatevi quattro conti in casa su quanta pasta consumate, e da bravi contabili scoprirete che mangiando una pasta industriale riuscite a risparmiare tra i 50 e i 70 euri all'anno. Un consiglio: andateci a cena fuori, ma, se siete una famiglia di quattro persone come la mia, limitatevi che ci scappa una pizza o poco più .
Se invece amate il piacere di sentire in bocca la consistenza, e il sapore del grano vero, fatevi uno:

Spaghetto "Setaro" con olio piccante "Pianogrillo" su letto di ricotta


Prendete della ricotta freschissima e aggiungete del parmigiano, ammalgamate con un cucchiaio fino ad ottenere la consistenza di una crema, con un coppapasta disponete la ricotta al centro del piatto. In una padella con poco olio fate rosolare uno spicchio di aglio e del peperoncino, appena inizia a sofffriggere tuffateci 2/3 pomodorini a testa, privati di buccia e semi, togliete dal fuoco. lessate gli spaghetti, scolateli al dente e saltateli nel sugo a fuoco vivo, spegnete la fiamma incorporate poco parmigiano e impiattate sopra la ricotta aggiungendo ancora un poco di olio Pianogrillo.


A proposito e tu che pasta mangi?

3 commenti:

Red Chef ha detto...

Loste carissimo, Un piccolo contributo al tuo bignami sulle paste: Barilla ha anche uno stabilimento dell'Iowa, il granaio degli Usa, dove ha pure aperto una scuola per insegnare a quegli imbecilli a cucinare e mangiare la pasta italiana.
Propongo ai tuoi lettori (e se ti va fa pure tuo il suggerimento, non c'è copywright) l'esperimento che ha proposto una volta il Gualtiero nazionale: prendete delle paste di diverso formato, o dello stesso formato ma di diverse case, portatele a cottura e degustatele così, senza condimenti, e poi fatene un resumé.

SenzaPanna ha detto...

Non hai nominato la Cav. Cocco che non è per niente male secondo me

ciao

adina ha detto...

ottima pasta, davvero, semplice di quella semplicità di cui dobbiamo andare fieri. e w la pasta che costa un po' di più, ma che, quando la mangi, ne senti la croccantezza!