29 luglio 2008

Red, white or Swiss

Entrammo in quel paese in punta di piedi, timorosi della nostra "extraneità". Ci accomodammo dentro alla valle del Vedeggio a nord di Lugano in un paesetto ameno e sconosciuto alle tratte turistiche. Vivemmo la tranquillità del verde dei boschi dietro casa, la "posta" che riportava il piccolo Leo da scuola, il suo accento che da marchigiano si tramutò in Ticinese prima che ce ne rendessimo conto, tanto che arrivato "babbo" divenni "papà" al secondo giorno di scuola, ché qui se nò non mi capiscono. Matteo che zampettava nel piccolo giardino, che gattonava su per la scala ad osservare il suo piccolo mondo raccontarsi di sotto. Passammo le domeniche a scoprire, cercare, a volte io pedalando su per le valli e loro dietro in auto. Ci infilavamo in questi grotti, in queste osterie, a respirare i profumi, a mangiare la storia di quella terra raccontata dal cibo. Un cibo che lì ha ancora l'italianità del nord, nei brasati e negli stracotti, nella polenta , nei piatti di pesce di lago che parlano il lagheé del comasco, nei risotti, carichi di sapore spesso accompagnatori di carni. Scoprimmo che il primo agosto è la festa azionale della Svizzera, guardando i fuochi di artificio illuminare l'acqua del lago. Scoprimmo persone che fan sì che ogni tanto si debba ritornare. E se mi chiedi: cosa ricordi di quel paese? Ti rispondo: Tutto, anche il:

Risotto con la zucca e i porcini mangiato a Olivone




Per quattro persone, ho messo in forno per 20 minuti a 180°, 120 grammi di zucca gialla pulita e fatta a tocchetti, lo so che non è stagione ma il mio congelatore è un pozzo di sanpatrizio. Ho affettato qualche porcino estivo che come una manna dal cielo, anche nel costo, ho trovato in una gastronomia delle colline pesaresi, l'ho saltato in padella con olio evo, una mezza noce di burro per due minuti a fuoco vivo. Ho fatto rosolare uno spicchio d'aglio intero in poco olio, insieme alla zucca, poi ho tostato un riso un carnaroli di baraggia, anche se Leo asseriva che avrei dovuto utilizzare il riso di Taverne, l'ho sfumato con un Merlot vinificato in bianco di quella terra e ho tirato un risotto con un brodo di carota e cipolla. Quando era bello al dente, ho mantecato con poco burro, ho aggiunto i porcini e un trito finissimo di prezzemolo. L'ultimo filo d'olio si è infilato nel piatto in punta di piedi, come facemmo noi quasi dieci anni fa.

Questo post partecipa al Red, White or Swiss di Zorra.

Swiss National Day - Red, white or Swiss

11 commenti:

Gunther K.Fuchs ha detto...

bellissimo racconto e ricetta straordinaria

fiordisale ha detto...

non ho idea di quanto sia la manna del prezzo di questi porcini, ma da qua mi hanno fatto venire una voglia... menomale che qua (vabbè non qua, diciamo un po' più su) ad agosto cominciano ad uscire i funghi buoni, spero che sia una buona annata e questa ricetta me la terrò buona buona per allora. Io sono diventata matta per trovare ricette svizzere che mi attizzassero (al di là del rosti che a 35° non mi fa il cuore) ma non ho trovato niente di appetibile, pensa che ho persino disturbato un paio di conoscenti perchè mi indicassero delle ricette... è andata a finire che non ne sapevano.
Certo che uno sembra lo faccia apposta a voler vincere le gare di sfiga, eh?

Faccia.. ha detto...

Si vabbè ma io aspettavo un altro post ;-(((!!!

Fra ha detto...

Bella questa ricetta...da conservare fino a quest'autunno. Sarà una lunga attesa. Ultimamente ho pensato spesso di andare a fare un giretto in Svizzera (la madre del mio moroso si è trasferita a Sangallo), devono esserci angoli veramente suggestivi
Un abbraccio

Ciboulette ha detto...

Ricordo un viaggio bellissimo con una cassetta di porcini in macchina, mi sembrava di aver assunto qualche sostanza stupefacente!

LA zucca non soccombe al sapore deciso del porcino? O forse lo attenua, ed e' quello il suo compito??

Aspettero' l'autunno per sciogliere il dubbio :))

Loste ha detto...

@gunther grazie mille ...

@Fior... eppure non è un paese da fame: kaseshnitte, la torta di pane, kasimirrice, tutte le fondue, la raclette... :))) dai sarà per la prossima.

@Faccia: e quale ??

@ra: Vai, San Gallo è una bella città, ma non mancare di andare in Appenzell, grandi birre, poi vai su fino Wasserauen, da lì prendi la funivia per l' Ebenalp e scendi a mangiare all' Aescher http://www.aescher-ai.ch/ ;)

@Ciboulette: no non ne moriva, la zucca, dava quel retrogusto dolciastro che non dispiace. Mi è venuta anche un'altra idea facendo questo piatto. Ma ne riparliamo ;)

fiordisale ha detto...

bè in Svizzera non ci ho mai mangiato (ebbene si)anzi no, un paio di volte ero in transito ed ho fatto colazione con pezzi di torta. L'unica cosa che conosco di locale è il pane svizzero perchè ho un libro, il resto è nebbia. I siti che ho trovato erano perlopiù di rosti e robe simili che in questo periodo m'attizzano zero.
Perciò se vorrai, di tanto in tanto, darmi le dritte per approfondire una gastronomia che mi incuriosisce parecchio, te ne sarò grata assai e potrò presentarmi, alla prossima occasione, un po' meno ignoranta :))

adina ha detto...

che poesia.. che risotto ricco, pare 'na goduria. dentro quel piatto, dove si ficca tutto, senza dubbio alcuno. buone vacanze marco!

Faccia ha detto...

..Quello sopra ;-))

zorra ha detto...

belissmo post, now I'm hungry and even more homesick. ;-)

Anonimo ha detto...

viva la zucca!