19 dicembre 2010

Passerà: il pranzo di Natale che cucinerò (3)

Passerà, lento come sta arrivando, anche questo Natale se ne andrà.
Mi lascerà qualche ruga in più sulla pelle dell’anima. Qualche ricordo che come fotografie non fatte, appenderò sul muro della memoria. Le vedrò sbiadire con il tempo, come la vernice fresca lavata dalla pioggia. Berrò tutti i singoli momenti, gli attimi cristallizzati di qualcosa che il tempo porterà via con l’età dei miei figli. Il Natale non è roba per grandi.

Guarderò l’adolescenza curiosare nei gesti dell’infanzia, i piccoli segni che solo i bambini sanno ancora curare: il calendario dell’avvento disegnato su un grande foglio bianco. I regali disposti in linea perfetta con le tavole del parquet del pavimento. Le palline color d’oro alternate con quelle rosse e poi con quelle argento.

Fuori nevica; che ne scenda tanta da non farmi ripartire, che ne scenda poca da farmi ritornare. Qualcuno si alza più presto del solito perché il tempo per stare insieme è prezioso come l’ultima razione di aria da respirare, di acqua da bere, di torta da mangiare. Ci viviamo così accoccolati negli angoli della vita, vestiti con calzetti pesanti, nel caldo di un camino che brucia i minuti, di un piumone che dilata le ore, fermi quasi immobili ad aspettare Babbi Natali bloccati dalle “avverse condizioni meteo” .

Ci infiliamo in cucina per colazioni che servono a far passare la fame d’amore più che quella di cibo. Ti aiuto perché almeno stiamo insieme, non cucino per poter giocare con te.

Mi sdraio a parlare in inglese della tua vita e dei tuoi amici, in un misto di ripetizoni, lezioni, "private lessons", che ci fa stare ancora insieme fino a cinque minuti prima che tu te ne vada a vivere la tua giovinezza, eio la mia stanchezza. Ci trasciniamo in normalità anormali finché arriva il buio della notte, che è come quello del pomeriggio, ma più buio.

Ti guardo mentre ti stendi nel letto, il pigiama infilato a rovescio, che “così non ti mordono i cani” baci della buonanotte scambiati. Ti ascolto mentre ascolti l’ultimo pezzo di musica. Ti accarezzo i capelli folti nel risveglio della notte, ti abbraccio nel sussurro ricorrente, finché non ti sentirò rispondere nel sonno: "Anche io papà".

Passerà e se ne andrà lento come è arrivato questo Natale

Il Cappone alle prugne


Disossate o fatevi disossare un cappone dal vostro macellaio.
Preparate circa 1 chilo di carne mista (lonza di maiale e manzo), macinata finemente, conditela con sale , pepe e noce moscata, aggiungete 100 gr di parmigiano grattugiato e due uova. Amalgamate molto bene e poi aggiungete 50 gr di uvetta che avrete lasciato rinvenire in mezzo bicchiere di marsala buono. Salate l’interno del cappone disponete il ripieno allargandolo per la larghezza del cappone, aggiungete una fila di prugne secche, chiudete e legate con uno spago o usate una rete.


Riscaldate il forno a 200°. In una teglia mettete poco olio evo e adagiate il cappone, infornate per 15 minuti, poi girate il cappone e fate andare per altri 15 minuti. Sfumate con un vino bianco secco coprite con carta alluminio, abbassate il forno a 180° e fate andare per almeno un’altra ora e mezza. Se usate un termometro fate arrivare la temperatura interna almeno a 90°.Tenete l’arrosto umido durante la cottura aiutandovi con del brodo se occorre. Servite con patate e topinambur saltate in padella.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Che dire?...non riuscivo nemmeno a leggerla la ricetta perchè la tenerezza del post era avvolgente e anch'io mi attardavo in questa atmosfera un po' magica...
Buon Natale!
Mìgola

paola ha detto...

Caro Marco
ad averlo avuto un padre così, pieno di pensieri e gesti teneri nei miei confronti. Un po' triste ma pieno d'amore. Buon Natale!

matteo ha detto...

!!!
buone feste

Luc ha detto...

e che è sempre un "groppo" che sale quando ti leggo. Anche io la ricetta l'ho solo sfiorata. ma mi ci hai portato con dolcezza e malinconia. quest'anno il figliolo più piccolo (22) è stato più di tre mesi a Boston (la prima volta così tanto tempo senza di lui a casa). ecco inizia il periodo della vita in cui vanno e vengono. poi andranno per i loro sentieri. e qualche volta torneranno. in fondo li abbiamo fatti per questo. vederli camminare con le proprie gambe. fa male e bene insieme. è dolce e amaro. l'ultima settimana prima del ritorno venerdì scorso (giusto prima del blocco quasi totale di tutto il trasporto aereo) è stata tremenda ...

Nene ha detto...

Io son figlia andata all'estero e che sogna di tornare
é dura per tutti e due..
per quanto riguarda il natale pero' i miei esclamano sempre a fine pasto "e anche questo natale ce lo siamo tolto dalle palle!" :)

Loste ha detto...

:) polver magica a iosa @Migola

Addirittura competere con il tuo di padre @Paola ?! Giammai.

Ciao @Matteo

Eh si @Luc se ne vanno ... per la loro strada :)

:D @Nene non hanno mica tutti i torti i tuoi :)



Come se ve li avessi fatti ! :D

marzia ha detto...

sei un papà mitico...

ieri sera ero in un ristorante di quelli che non mi posso permettere... ma ero invitata a cena! tra le varie cose divine che ho mangiato (e bevuto!), uno straordinario cappone con il foie-gras
(se capitassi da queste parti, te lo consiglio: la nicchia a cavour - TO)