15 settembre 2006

Volevo parlare di vino, ma ...

Oggi parliamo di letteratura. Ma per farlo usiamo due dipinti, quelli che vedete nelle foto qui di fianco. Tendenzialmente a qualcuno piacerà il quadro a sinistra ad altri quello di destra. L'arte figurativa è per definizione piacere emozionale. Nessuno può dare dell'incompetente a chi non piace "l'arte moderna". E' sempre una questione di gusto. Ora è palese che i due dipinti qui sopra, siano frutto di esperienze e idee diverse. Di tempi, cronologicamente, lontani tra loro. Che a dipingerli siano stati "due pittori" che hanno scelto di interpretare, comunque la realtà, ma in modo completamente soggettivo. Per questo, secondo me, è fondamentale capire la vita e le esperienze di colui che realizza un' opera. La vita di un Renoir è totalmente diversa da quella di un Gauguin. Anche se sono quasi coetanei e per la storia dell'arte sono tutti e due impressionisti.

Il primo nel 1880 entra in crisi e chiede aiuto e supporto a Zola, il quale però nei suoi scritti condanna l' incompletezza, l' estremismo e l'incapacità di acquistare uno stile da parte del gruppo degli impressionisti. Renoir si "inncazza un tantinello" e raccoglie la sfida implicita di Zola, dipingendo: "La colazione dei canottieri". Fusione di elementi plastici e cromatici fino ad allora ben distinti nella sua produzione. Il secondo, Gauguin, fa l'agente di cambio e spennella quadri che manda alla famiglia per sostentamento. Nello stesso periodo dell'incazzatura del collega si presenta alla VI mostra (1881) degli impressionisti dove emerge con "nudo di donna che cuce". Poi nel 1888 va ad Arles con un tale Vincent e nel 1891 si trasferisce definitivamente a Thaiti. Noi per definizione conosciamo tendenzialmente la produzione di questo periodo, quella che gli dà la contemporaneità, ma e che è solo la fine della sua esperienza.


Bene la stessa cosa accade in letteratura, un libro è parte di un percorso di vita, di esperienze passate e presenti. Oggi è morta Oriana Fallaci, la cui produzione letteraria fa pensare a due pittori diversi, che abbiano avuto esperienze completamente opposte. Cambiare idea qualche volta è un bene, non è solo condanna. Partire da un punto e arrivare nel corso della propria vita all'esatto opposto, non vuol dire aver tracciato una linea, ma significa aver persorso un cerchio.


Anche nell'arte accadono queste cose: i due quadri delle foto, sono dello stesso pittore. Kandinski vedeva in quello di destra, le stesse cose che noi non vedremo mai in quello di sinistra.

4 commenti:

Arsein ha detto...

Volevo invece complimentarmi per lo stile e l'impegno che sinuosi si srotolano su queste pagine, se posso permettermi suggerirei di proseguire e/o aggiornare la lista dei "Posti dove mangio", credo che nel frattempo ne siano stati "omologati" ulteriori...
Salut, Arsein

Arsein ha detto...

Volevo invece complimentarmi per lo stile e l'impegno che sinuosi si srotolano su queste pagine, se posso permettermi suggerirei di proseguire e/o aggiornare la lista dei "Posti dove mangio", credo che nel frattempo ne siano stati "omologati" ulteriori...
Salut, Arsein

loste ha detto...

Caro Arsein, grazie per i complimenti. Provvederò al più presto a rimpinguare la lista. Peansavi a qualcuno in particolare? :-)

sabrina ha detto...

ciao loste,
volevo complimentarmi con te, il tuo blog e la tua fantasia, ti propongo i miei stuzzichini di parmiggiano che troverai sul mio blog nuovo nuovo "senapegialla", grazie per l'ispirazione che scateni in me
un saluto dal trentino heidy