22 agosto 2006

Achille e la Tartaruga

Credo che capiti a tutti. Quando inviti a pranzo qualcuno hai sempre il dubbio della quantità. Non quella delle preparazioni, ma quella assoluta. Poca per non sprecare, abbastanza per non fare figure di …. brutte.
E allora: antipasto si, antipasto no. Ma se hai fatto l’antipasto riduci il primo.
Poi noi italiani ci complichiamo la vita con primo e secondo ! Beato resto del mondo: entrata, pietanza e dolce. C’hai fame …. ? Affari tuoi io ho fatto il mio dovere.
La cosa poi si complica, quando a sedere a tavola ci sono più di 10 commensali, allora è proprio dura.


Qualche giorno fa ho invitato a cena dei miei amici, eravamo sedici tra adulti e bimbi, di cui 3 troppo piccoli per essere considerati. Per cercare di capire le quantità di una grigliata ho chiesto aiuto alla matematica di Martin Gardner.

E quindi, quando invitai, gli stessi amici, la volta precedente preparai una quantità x di cibo, inevitabilmente ne avanzò molto diciamo una quantità y. Quindi questa volta ho preparato una quantità z che era il risultato della funzione z=x-y. Ho corretto poi la funzione in quanto non avrei preparato nessun antipasto e quindi ho stimato l’antipasto in (x-y)/4 dal che ne deriva che: z=(x-y)+((x-y)/4).
La sera della cena, non ho fatto aperitivo, niente patatine, niente noccioline, non ho messo a tavola il pane anticipatamente rispetto alle portate principali, qualcuno probabilmente aveva cominciato a pensare che fossi diventato improvvisamente taccagno.
Il risultato, comunque, è stato lo stesso: è avanzata una quantità di carne (zy) non indifferente.

La prossima volta dovrei, quindi, adottare una funzione per la cena doppiavi che sia w=z-zy, per poi ritrovarmi sicuramente con avanzi di wy da ricalcolare nella funzione della cena successiva.
Di questo passo potrei fare la fine di Zenone nel paradosso di Achille e la tartaruga, per ritrovarmi un giorno a fare una cena con quantità infinitesimamente piccole quasi vicine allo zero.
Ciao buonasera come state. Grazie tornate presto. Tutto in cinque minuti. E pensare che a pranzo avevano mangiato solo un panino.
Con la carne “avanzata” il giorno dopo ho fatto

Tortelli di carne con ragout di agnello

Per l’impasto dei tortelli: la quantità zy di carne escluso l’agnello, aggiungendo mortadella fresca e odori dell’orto. Rosolare la carne in poco olio e burro, annaffiare con una spruzzata di grappa buona. Macinare finemente la carne aggiungendo noce moscata, buccia di limone grattugiata, sale e pepe a piacere. Se l’impasto risultasse troppo secco (gnucco) aiutarsi con un poco di ricotta.

Tirare la sfoglia e preparare i tortelli.
Per il ragout: sminuzzare finemente l’agnello, battendolo con un coltello pesante. Rosolarlo in poco olio e burro con cipolla, alloro e salvia. Aggiungere sedano e carota tagliate a julienne. Finire la cottura al forno (180°-20min) bagnando con un vino rosso dolce o passito. Consiglio un Aletaico di Puglia magari il Negrino di Leone de Castris (avanzato anche lui), con un ottimo rapporto qualità/prezzo.


Lessare i tortelli, scolarli saltarli in padella insieme all’intingolo aggiungere una grattata di parmigiano e servire con un filo d’olio.

Alla faccia degli amici che invecchiano prima del tempo.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

A parte che il giorno dopo non siamo stati invitati e ci siamo persi sicuramente qualcosa di speciale, la carne era buonissima. Pensa oggi (05.11.06) come sarebbe difficilea calcore le porzioni con il fattore: "P.A.", chi sa capisce. Poi se non trovate la soluzione chiedete.
Ciao blogger.

sibilla ha detto...

Bel blog, piacevole da leggere e ricco di idee.

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e