27 febbraio 2009

Tutto il nostro...

Come la chiami la persona che ami ?
Cucciola mia?
Vita mia grande?
Dolce sogno della notte?
Amore?
Cuore mio?

Ecco “cuore mio” è una bella espressione. E’ un espressione che rende l’idea di quanto si possa amare un’ altra persona. Cuore mio grande, meglio ancora.

Quante volte un uomo avrà chiamato la sua donna, cuore mio?
Quante volte una mamma avrà chiamato il suo bimbo: cuore mio?
Quante volte lo avrà fatto un padre?
Quante volte quel bimbo avrà risposto: tutto l’amore che ho nel cuore mamma!?
Che effetto può fare sentire l’abbraccio di un figlio, che stretto al collo ti dice: tutto l’amore che ho nel cuore ?!


Quanto sarà stato grande quel cuore di Federico ?!


Non mollate Lino e Patrizia perché se mollate voi abbiamo mollato tutti !


9 commenti:

Lory ha detto...

Conosco la storia di Federico e sicuramente anche il suo finale,non ci credi?
Non pagherà nessuno!

a ha detto...

Belladeba’, mia figlia la chiamo Belladeba’. E’ bellissima, lo è ancora di più dal 7 aprile 2007. Autostrada. Ritorno da una gita da Venezia. Risate. Il pullman. L’incidente. Il coma.
La disperazione.
12 aprile. Un sorriso.
Provo dolore ad immaginare quello di Lino e Patrizia, la loro disperazione cui un sorriso non seguirà più. Mai. Era bello Fabrizio. E’ bella mia figlia.
E’ bella la gioventù, diceva mia padre e io non capivo.
Capisco adesso.
E’ bella mia figlia, ogni giorno più bella,da quel sorriso.

Belladeba’.
La chiamo belladeba’.

P.S.
Non capisco quest'assenza di interventi.

Loste ha detto...

Boh @Lori per una volta spero che ti sbagli. Sarebbe la fine di tutto non credere ad una speranza in fondo ad una storia. Come quella di Lino e Patrizia o come quella di @a che scrive della sua bimba. Mi auguro @a che un giorno tu possa ritrovare ciò che hai perso. Per il restto non so spiegare la mancanza di commenti, forse perché di solito si parla di cucina ... ma non riesco sempre a tenere il mondo fuori. Ogni tanto entra, ed è giusto così.

Serena ha detto...

Ho difficoltà, una difficoltà estrema a immaginare quanto non sia misurabile il dolore di una madre o di un padre che perde un figlio.
Rimango senza fiato, col cuore gelido, pensando che si muore nello stesso istante in cui ti dicono che non c'è più.
E ci si spegne.
Anche lottando, anche andando avanti contro i mulini a vento con ostinazione, con fatica ma senza mollare.
Io spero con tutte le forze che Lino e Patrizia trovino la forza di andare avanti e vincere la battaglia contro i mulini a vento per Federico e per il cammino che hanno fatto con lui finchè altri non l'hanno arbitrariamente interrotto, per quel sorriso che vive nei loro cuori e quella voce che risuona nelle loro orecchie.
Io sono sicura che ce la faranno; così come non è misurabile il dolore, non è altrettanto misurabile il coraggio di un genitore che difende un figlio, in vita e dopo la vita.

zia lella ha detto...

non c'è niente da dire, non c'è parola che può spiegare il dolore e MAI USARE PAROLE per tentare di lenirlo...il dolore si ascolta, anzi si sente, si tenta di assorbirlo per dare un po' di tregua alla persona che soffre e si ascolta...spesso solo il silenzio e i singhiozzi.
Non c'è niente da dire nè da scrivere.
Buon viaggio Federico.

zia lella ha detto...

non c'è niente da dire, non c'è parola che può spiegare il dolore e MAI USARE PAROLE per tentare di lenirlo...il dolore si ascolta, anzi si sente, si tenta di assorbirlo per dare un po' di tregua alla persona che soffre e si ascolta...spesso solo il silenzio e i singhiozzi.
Non c'è niente da dire nè da scrivere.
Buon viaggio Federico.

zia lella ha detto...

non c'è niente da dire, non c'è parola che può spiegare il dolore e MAI USARE PAROLE per tentare di lenirlo...il dolore si ascolta, anzi si sente, si tenta di assorbirlo per dare un po' di tregua alla persona che soffre e si ascolta...spesso solo il silenzio e i singhiozzi.
Non c'è niente da dire nè da scrivere.
Buon viaggio Federico.

losmilzo ha detto...

sono rammaricato per il ritardo con cui leggo il post,felice per la scelta extra-culinaria,perchè riflettere non solo sul cibo non fa male,non crea indigestione,ma ci alimenta nel ricordo. Da oggi all' LOSTE gli si vuole più bene.

Anonimo ha detto...

ciao...sono giorni che provo a scrivere qualcosa...zia lella ha ragione...nn ci sono parole che leniscano un dolore così grande...ho due figli uno di 26 anni e una di 17 sono la mia vita...al solo pensiero che possa capitare quello che è accaduto a federico mi sento morire! concordo con Loste e dico a Lino e Patrizia..nn mollate mai!!! CERCATE LA VERITà!!! i responsabili devono pagare..perchè nessuno al mondo può permettersi di togliere la vita a un ragazzo di 18 anni!!!un bacio a Federico...Patrizia