22 febbraio 2009

Lenirò il suo dolore


Quaranta minuti alla partenza. Il doganiere tedesco è grosso, sovrappeso, i bottoni tirano pericolosamente la stoffa della camicia blu. Sul calcio della pistola appoggia il grasso del fianco. Mi avvicino, allungo la mia carta d'identità. La tengo nel portafoglio piegata in quattro, i bordi strappati e mangiucchiati, aperta per metà da uno strappo. La dispiego con attenzione sotto lo sguardo, ora granitico e non più sorridente, del doganiere. La apro sotto i suoi occhi, schifati, dallo stato di abbandono del mio documento. Abbozzo un sorriso tranquillizzante da "bravo ragazzo", da manager impegnato, da non terrorista. Lo guardo in viso nel tentativo rabbonirlo. Viso paonazzo e distorto da una smorfia incazzata.
Che ha la mia foto? Non sarò bello ! Sarò anche basso, come qualcuno continua ad insistere, ma non so.... cazzo non c'è la foto!!
La foto sulla carta d'identità non c'è più guardo il doganiere con aria interrogativa. Dov'è la foto ? Lui ora è in preda ad una crisi di nervi. Si alza dalla sedia e meno male che il vetro antiproiettile, è antiproiettile. Indica qualcosa sul pavimento con il dito puntato nel vetro. Abbasso lo sguardo seguendo la linea immaginaria che la punta del dito crea tra il vetro e il pavimento.
La foto ! Era caduta ! La raccolgo, l'appoggio nel quadrato del documento, faccio combaciare i bordi al quadratino stampato e faccio per porgere il tutto al doganiere, che ora non è più solo e sono in tre. Tre doganieri tedeschi incazzati e un volo che parte. Ventitré minuti alla partenza.
Lenisci il suo dolore.

Novanta cinque minuti alla partenza. C'è una scala mobile enorme, lunghissima, che porta alle partenze del terminal 2 di "FRA". Una famigliola con due bimbe è davanti a me. Prendono tutti la scala mobile ma la bimba grande: quattro anni e neanche forse, ha un attimo di incertezza, salgono tutti ma lei no. Vede le certezze della sua vita andarsene, chiama disperata, grida, ma la confusione non la fa sentire. Il padre e la madre salgono, verso un cielo immenso fatto di tubi e di vetri, distratti dallo stress di un volo da prendere. Grossi lacrimoni rigano le guance di questa piccolissima bimba tedesca dai lineamenti asiatici. Come ti senti a quattro anni in fondo ad una scala mobile a doppio piano, che sta portando via la tua vita ? Un pedofilo. Ha preso la bimba. L'ha toccata. Come ti senti a quaranta cinque anni a prendere in braccio una bimba sconosciuta in fondo ad una scala mobile a doppio piano?
Pazienza. Divento nano, mi inginocchio davanti a lei, la guardo in due occhioni neri e liquidi. Le parlo nella lingua dei bambini, la calmo dal singhiozzare che le scuote il petto. La mamma grida disperata, ora, dell'ammanco. Ho movimenti calmi e rassicuranti, sia verso i nani che verso i giganti. Butto lo zaino sulla spalla sinistra e la bimba sulla destra. Novanta due minuti alla partenza. Partiamo anche noi, il nano gigante e la bimba. Saliamo su questo mostro a doppio piano, che porta verso quel cielo fatto di tubi e di vetro, e che ha ingoiato la mamma e il papà.
Lenisci il suo dolore.


Quattordici minuti alla partenza. E' vestita di nero. Grandi occhiali da sole neri. Davanti a me al controllo bagagli. Un grande cappotto a cappa la copre totalmente, mora, bella, diafana. E' riluttante ai gesti dell'operatrice che la invita a togliersi cappotto, giacca, occhiali e cinta. Lo fa. La sua magrezza è spettrale. Tiene il pantalone con una mano mentre con l'altra si ravvia i capelli. E' ancora bella, nel suo incedere elegante. La fila di luci rosse che si accende sulla porta non porta, la frena proprio mentre pensava di essere passata. Le scarpe, finiscono in una cassetta di plastica grigia, ed ora è poco più alta di me, bella e malata di una magrezza assurda e imbarazzante. Nove minuti alla partenza.
Lenisci il suo dolore.

Sessanta due minuti alla partenza. Il bagno odora di pesca. No, meglio, puzza di te alla pesca. Le quattro porte sono tutte chiuse e gli orinatoio occupati, tranne quello per i bambini. Un armadio di colore con un cappello di lana in testa, un tedesco alto e biondo in un abito che di elegante non ha nulla, un indiano con il turbante al mio fianco, e io che piscio nell' orinatoio dei nani. L'indiano è imbarazzato, è evidente, non riesce a farla, stretto tra l'etnie europee. Per peggiorare la situazione mi metto a fissarlo. Se ne accorge e quando si volta appena lo saluto con un gentile gudivening. Lo lascio lì, disperato dalla "minzione impossibile". La faccia contro quel muro, mentre intorno a lui il mondo continua a darsi il cambio per pisciare. Sessanta minuti alla partenza.
Lenisci il suo dolore.


Tre minuti alla partenza. Cammino tranquillo verso il gate A21, lo zaino sulla spalla sinistra, un auricolare infilato. Vedo l'operatrice al banco che prende il microfono e sento l'annuncio: mi stanno cercando. La musica è interrotta dal segnale di chiamata, rispondo. Dall'altra parte c'è un nano che mi racconta la sua giornata. Chiede quando torno, chiede chi ci viene a trovare domenica, chiede se facciamo a lotta domani sera. Ascolto il nano che continua a spiegarmi cose che non collego tra loro, amici suoi e miei che si intrecciano nel suo pensiero. Due minuti alla partenza. Le hostess al banco si guardano intorno in cerca dell'ultimo passeggero del volo. Di là la voce ora è meno eccitata, chiede se poi devo ripartire, e allora chiede se ho trovato quell'ufficio vicino casa. E' deluso dalla risposta, ogni volta è così. Ora devo andare, devo proprio andare. Ho un movimento inaspettato per le due hostess al gate, appoggio la carta sul lettore del codice a barre, il cancello si apre e mi infilo, veloce, nel finger. Le due hostess guardano me e poi guardano il monitor. Si era lui. Un minuto alla partenza. Senti però quando torni me lo fai un dolce di quelli che fai tu e che mi fanno stare tanto bene?
Lenirò il suo dolore.
Partito.



Per accontentare un paio di nani e un paio di giganti, 50 cl di succo di amarene, tre cucchiai di Roteli, con cui bagnerete dei savoiardi spezzati, e che inonderete di una crema al limone. Per la crema al limone occorrono tre tuorli, che monterete con tre cucchiai di zucchero, aggiungendo poi un cucchiaio raso di fecola di patate. Incorporate 300 cl di latte e mettete sul fuoco a bagnomaria finché non si cuoce diventando lucida. Aggiungete il succo di mezzo limone filtrato.
Alla fine dovete avere buoni amici, anche uno soltanto, ma di quelli che contano e che stanno dalle parti di Torino. A loro chiedete un barattolo di "crema spalmabile cacao" di Guido Gobino. Questa sciolta in latte bollente, e portato alla giusta densità è il tocco finale per passare dal dolore al piacere.



Piaciuta nano ?


22 commenti:

marzia ha detto...

bello, bellissimo da leggere e da vedere. un tocco di piacere in più per spirito di campanilismo con la crema al cioccolato ;-)

Fra ha detto...

Gli aereoporti sono quasi un mondo a parte dove per alcuni lunghissimi minuti si condividono le esistenze di tantissime persone. Gli aereoporti sono porte verso l'ignoto che portano lontano, ma che poi riconducono anche a casa.
Dolcissimo ritorno, un ottimo modo per coccolare chi resta ad aspettare
Un abbraccio
fra

Saretta ha detto...

Commossa , intenerita e confortata da questo fantastico dolce.
Saretta

Anonimo ha detto...

Immagino tu sia un fan del Prof.Demetrio!
E il dolce....lo preparo stasera, senza dimenticarmi di passare da Eataly a comperare la crema spalmabile di Gobino!
Roberta-Bo

pinguil ha detto...

semplicemente estasiata leggendoti!

Elisabetta ha detto...

Devo smettere di leggere il tuo blog in ufficio, non è professionale farsi venire gli occhi lucidi davanti ai colleghi :P
La prossima volta assaggia anche la Crema Aurea della pasticceria Pfatisch di Torino e sappimi dire :)
Bacione

silvia ha detto...

Quindi devo dedurre che tu per molti sia "l'uomo dei sogni"
Complimenti Marco prima per il racconto, poi per la ricetta. Non conosco il liquore, da Torino mi han sempre portato la Peyrano. giovedì sarò a Milano e cercherò entrambi...Grazie per le condivisioni e per l'espressione eloquente del "nano" (meglio altra definizione...che mi ricordi meno altri) Silvia

losmilzo ha detto...

...ho già comprato la nutella...

JAJO ha detto...

E' bello partire quando il ritorno porta simili dolcezze: lo si attende con ancor più trepidazione :-D

Maurice ha detto...

La più bella è quella della foto: solo a te possono capitare queste cose :-)))

Marilì ha detto...

Stordita, ti seguo, ti perdo, una curva e non ti vedo più, poi ti riprendo e quando succede è bello. E' un viaggio anche questo.

Loste ha detto...

Grazie, grazzisssimo @Marzia eeeeh il sano campanilismo :)

Eh si @Fra gli aeroporti sono le fionde per il mondo... pensa quando viaggeremo tra le stelle !!!

Eh eh eeeeeh @Saretta .....

Addirittura estasiamento ... @pinguil

@Elisabetta addirittura gli occhi lucidi !?! e in quale punto del post scusa ?? ;)) chiederò all'amica che conta ;)

Magari per qualcuno lo sono per davvero, non saprei @Silvia... non costruisco campi da baseball ma magari in modo diverso faccio sognare :) .... il liquore è Svizzero, ma qualsiasi liquore a base di ciliegia o marena va bene.

Loste ha detto...

Ecco e te pareva @Smilzo ... grassi idrogenati a palla, bisogna che ti indottrino un pochino.

Grazie @jajo

Eeeh in effetti ultimamente me ne capitano diverse @Maurizio... e devo ancora farmi due settimane in Asia ... speriamo bene !!! ahahahahahaha

Oddio @Marilì non ti perdere mi raccomando .... ahahahahah

Loste ha detto...

mi son persa @Robeta-Bo ... e chi sarebbe il prof. Demetrio ???!!!

Anonimo ha detto...

Caro Loste,
scusami, non volevo fare la saputella, guai ai saccenti!
Il prof.Demetrio è docente di pedagogia ed educazione degli adulti a Milano ma, soprattutto, un esperto di scritture autobiografiche e fondatore insieme a Saverio Tutino della Libera Università di Anghiari che si occupa, appunto , di autobiografie.
Le tue fantastiche premesse alle succulente preparazioni gastronomiche piacerebbero tantissimo anche a lui!
:-) Spero di averti fornito una informazione interessante.
E grazie dei tuoi esercizi di stile pieni di umanità!
:-) Roberta

Loste ha detto...

Non ho assolutamente pensato a nessun tipo di presunzione :)... era vera ignoranza :)))
Bé Se lo conosci fagli vedere i miei scritti e chiedigli se gli piacciono !!!

Anonimo ha detto...

Non lo conosco ancora, ma mi sono iscritta ad un seminario a fine marzo qui a Bologna su "Autobiografia e nuove tecnologie", dunque penso proprio che in quell'occasione si parlerà anche di blog come possibilità di narrazione di sè e di comunicazione. Magari gli racconterò delle mie letture vagabonde sul web e ti porterò ad esempio :-)
Guarda il sito www.lua.it
Ciao ! Roberta

Anonimo ha detto...

la ricerca di se’, attraverso la scrittura, nell’era delle tecnologie
Seminario a cura di Duccio Demetrio

Venerdì 20 dalle 15 alle 19 e sabato 21 marzo dalle 9 alle 13 - 50 euro
L’incontro con Duccio Demetrio si prefigge di presentare ai partecipanti il ruolo che la scrittura autobiografica svolge agli effetti di un lavoro sulla propria storia di vita sia a livello letterario,che filosofico ed educativo. Scrivere la propria vita è un’occasione per ricordare, per ritrovare memorie che si credevano perdute, ma è anche una forma d’arte personale tra le più emozionanti e coinvolgenti per riflettere - valorizzando la dimensione interiore - sul senso e sulle strade che abbiamo attraversato per giungere dove siamo. Ci riconosciamo, ci narriamo nel presente.
L’incontro prevede dopo una presentazione del punto di vista autobiografico,alcuni momenti esercitativi individuali, eventualmente condivisi, di scrittura autobiografica volti a ricostruire i momenti salienti delle proprie stagioni della vita.

Duccio Demetrio è saggista e professore ordinario di Filosofia dell’educazione e di Teorie e pratiche della narrazione all’Università degli studi di Milano Bicocca.

Ecco qua :-) Roberta

Virò ha detto...

La partenza come dolore lacerante, il ritorno come desiderio e certezza, la sacrosanta pretesa dei cuccioli di averti per sè, il cioccolato come insostituibile consolazione... E' incredibile: racchiudo qui l'essenza della mia vita...

MisterQ ha detto...

Ròteli che !?
Tu non conosci il Prufesùr Demetrio, ma io non conosco il Ròteli... e ti posso garantire che la mia sofferenza è ben maggiore della tua. Insomma, non proprio Dolore, ma capiscimi un po'.
E poi tu giochicchi con la Canon e la profondità di campo e leggo sfuocato sfuocatello un "Likor" ed intravedo una ciligia/amarena disegnata... si potrà rimpiazzare con qualche visciolanza locale ?
E non parliamo della bestia nera.
Internet.
Uno si dice:
"Non conosco il Ròteli, ma che mi frega, c'è Google !"
E tu vai lì, digiti buono buonino e ti scrive : Forse cercavi Rutelli.

E ti pare che io abbia voglia di finire un pasto con la cicoria ?!
:)

Anonimo ha detto...

Mister Q, mi hai proprio fatto fare una sanissima risata, tra cicorie, Internet e amarene a varie latitudini peninsulari!:-)
Roberta

Loste ha detto...

Adirittura @Virò....

Aspita @Q è vero non si trova su Google ... è un liquore a base di ciliege molto usato in Svizzera meno secco del Kirsh.. si i locali vini o liquori vanno benissimo !!