01 gennaio 2009

Le domande non fatte

Hai visto Juanin !? Qualcuno è venuto, qualcuno è passato a dare risposte a domande non fatte.
E se le leggi così: una via l’altra, sembrano l’elenco delle buone azioni e intenzioni, che quando eravamo bambini dovevamo scrivere sul quaderno di scuola. Ogni buona azione un fiorellino: i fioretti del mese di maggio! Son pensieri che guardano avanti, al poi, a quel che sarà, al domani che viene. Che è mica facile, guardare avanti, pensare al futuro. Qualcuno forse lo fa normalmente, ma nessuno spesso abbastanza. Siamo tutti lì concentrati a osservare la foglia: le cose tangibili, “toccabili”, il nostro lavoro, gli obiettivi raggiunti, l’apparire per l’essere, l’appagarsi della normalità. Osserviamo la foglia, ma non vediamo, l’albero ne tanto meno il bosco.
Sai Juanin, io conosco tanta gente, tante persone, ma quasi tutte guardano la foglia. Però ne conosco alcune diverse: conosco per esempio una persona che la mattina si sveglia e sente la musica, anche se la musica non c’è. Ne conosco un’altra che con l’illusione di un sogno potrebbe vivere il resto della sua vita, appagata solo da questo. Un’altra ancora, felice, ma felice di talmente poco, da sfiorare quasi il nulla. E poi ne conosco ancora un’altra che quando mi chiama al telefono parla, parla e racconta; e io so, che il mio ascoltare la riempie di gioia.
Vedi !? Allora penso che quello che ci occorre è trovare il nostro angolo di felicità, nei piccoli segni. In spigoli di muro dove non sbatter più la testa. In un orgoglio profondo da gridare soltanto a noi stessi. In un pensiero felice che stacca un sorriso. Nel gesto più vecchio del mondo: il carezzare l’anima altrui, quello che molti chiamano amore.
Penso tu abbia ragione: se bastano sette colori per fare le meraviglie che vediamo, e se bastano sette note musicali per ascoltare quello che ascoltiamo, allora le regole per vivere felici non dovrebbero esser tante.
Ma dove trovarle ?! Io so leggere, forse so scrivere, magari so fare anche altre cose che non servono se non per cose “toccabili”, qualcuno dice che so cucinare.
E allora a quelle persone di prima che si riconosceranno, e a coloro che mi conoscono, anche se non mi hanno mai visto, io regalo un piatto. Gli ingredienti?! Ce li hanno messi loro Juanin, nelle risposte che hanno dato alle domande che non abbiamo fatto. Erano lì, tra le righe, bastava guardare il bosco, e con quei pezzi di risposte ci faccio la mia:

“Ricetta per salvarsi la vita”



Prendete “un sorriso vero che parte dagli occhi e arriva al resto del viso e che aiuta sempre chi lo fa e chi lo riceve”, “delle ore serene da passare in famiglia solo per il gusto di stare insieme.” Cercate si essere “meno superficiali, magari uno sconvolgimento del nostro modo di pensare le cose” “diffidat(e) di chi ha sempre pronte le risposte” Ogni tanto “provate a tirarvi un po' su perché se no non va bene” Abbiate “Un confronto profondo che vi faccia scomparire migliori di come siete apparsi. E lasciare un affetto contagioso.” Siate “felici sentitevi fortunati” Circondatevi di “gente sana, con pensieri positivi”. Capite “che nulla è per sempre, la salute, gli affetti, la serenità e, proprio per questo, apprezzarle quando ancora si è in tempo” “Pensate parecchio e mettete in discussione tutto, si fa fatica e vengono dolori ai muscoli, ma si sta anche di un gran bene” Continuate a “muovervi, a fare, a pensare, a desiderare” Gioite “per l’immenso piacere di ogni piccola frase che arriva dai veri amici” Ricordate che “grazzieaddio ci va veramente di lusso, a noi, tutti, che viviamo tranquilli e più o meno sereni lontani da luoghi e situazioni in cui si rischia la propria vita, per delle idee, per un'appartenenza, a volte persino senza motivo.” E anche che “semo fortunà, gente mia. ecome sa lo semo!” Sognate “tanto sole dentro e anche fuori” “Continuate disperatamente a lottare” “pensate ad essere più umili e a rispettare gli anziani, i bambini e gli animali.
Abbiate “Tanti piccoli pensieri e tanti sogni che attraversino la vostra mente ogni giorno alla velocità di foglie spinte dal vento... accompagnandovi nelle faccende quotidiane fino al sonno...
Poi alla fine una sola "illuminazione" o chiamiamola "verità" : ORA,in questo preciso attimo, saper di esser VIVI ed esserne infinitamente felici


Ecco, a te che leggerai, questa è la ricetta da cucinare.
Per te, per me, per noi, ed anche per gli altri.
E ricorda che: "La gioia è una farfalla che vola rasente il prato... "

20 commenti:

cassandrina ha detto...

Nottata passata da sola.....bel regalo, ci voleva .
Grazie

Fabiana

valverde ha detto...

Grazie ... valverde

Fra ha detto...

Grazie infinite...ora la stampo e me la porto sempre dietro
Un abbraccio
Fra

astrofiammante ha detto...

questa è una super ricetta,con cui cibarsi e non sentirsi mai sazi, ma soprattutto da condividere con la maggior parte delle persone,e io spero che a loro volta la faranno volare proprio come una farfalla di fiore in fiore
ciaooo!!

Azabel ha detto...

Io non sono brava ad esprimere tramite le parole delle emozioni, quindi ne lascio solo una.
Grazie.

Juanin Salabà ha detto...

Bene, ma ricordiamoci sempre che l'Omo non è al centro, né tantomeno è il centro, dell'Universo... siamo in periferia sia di tempo, che di spazio: non credo possediamo unità di misura sufficienti per capire, ma quelle cose che pensiamo di intendere, beh viviamole con dignità e bontà, magari ci potrebbe pure bastare...
Saludi a tuti.

losmilzo ha detto...

bella,...non ho capito bene il tempo di cottura,ma ci proverò loste-sso a farla!!!

Loste ha detto...

Prego per i "grazie"...

E certo @Juanin che non siamo il centro di niente, siamo oltre la periferia... siamo in aperta campagna e non passano nenache i bus... il fatto è che continuiamo a credere che sia il centro.

@Smilzo direi che i tempi vanno da pochi minuti a tutta una vita... non farla attaccare però mi raccomando

marzia ha detto...

bella ricetta, l'importante è cercare gli ingredienti dentro di noi e non... al centro commerciale ;-)

Loste ha detto...

Vedi @Marzia quelli che cercano gli ingredienti nei centri commerciali, sono morti, senza sapere di esserlo. Quindi nessuno li convincerà mai del contrario, ne le mie ne le tue parole. Continuino pure a vivere nel loro mondo, io mi accontento del poco del quasi nulla. Mi basta sapere che c'è qualcuno che si ricorda di me, che pensa a me... e ne sono felice.
Stammi bene.

Anonimo ha detto...

...essere vivi e per questo essere infinitamente felici....che assurda banalita'.....ma tu hai mai conosciuto distrofici che vivono e non possono neppure muovere un dito e devono dipendere da tutti o disabili cosi deformi da non poter usare ne' mani, ne' gambe, ne' parole, ne' sapere cosa sia una carezza in tutta la vita....sei mai stato vicino a chi ha subito lutti cosi laceranti da non bastare una vita a superarli???????
essere fortunato perche' vivi tranquillo lontano da guerre???????
perche' chi perde il lavoro e di conseguenza la casa anche se vive in Italia e' fortunato? o chi e' cosi povero da non potersi curare se e' ammalato o cosi povero da aver dimenticato i sogni perche' anche quelli sono un lusso ...ce ne sono tanti in Italia..
scusa lascia stare le ricette della felicita'..sono per fortunati.. per privilegiati..
BUON 2009..Francesca

Loste ha detto...

No, non ho conosciuto distrofici a quel livello. Questo mi fa un uomo meno consapevole ?
Si sono stato, e sto vicino a persone a cui non basterà la vita per superare ciò che hanno subito. Ne ammiro la forza, il coraggio e l'orgoglio che hanno di vivere nonostante tutto. Pensi, però, che questo possa darmi diritto a scrivere ciò che scrivo ?

Lo so che non bisogna andare lontano per cercaree il dolore, spesso è più vicino di quanto si immagini. Ti sei chiesta se il senso del post non fosse proprio questo? Capire che chi è fortunato deve godere anche del poco, che molti altri non hanno.

No, non le lascio stare !
Ma tranquilla, internet concede al libero arbitrio la sua massima espressione: a digitare l'indirizzo del mio blog sei TU. Non farlo più e hai risolto il problema.

Un Buon anno anche a te @Francesca

Anonimo ha detto...

...accettare critiche anche se non piacciono fa' bene, fa' riflettere e non per questo chi scrive deve essere invitato ad allontanarsi...avere blogger che ti danno sempre ragione non serve ne' a te ne ' a loro...un contradittorio e' sempre utile anche quando non ci piace...
il confronto fa' crescere e il confronto si ha con chi e' disposto a dire quello che pensa non con chi ti da' solo e sempre ragione...
le ricette per la felicita' non si danno perche' ognuno trova in se la soluzione ai propri problemi..non esistono ricette valide per tutti...
un saluto ..io non sono cosi assolutista..o con me e contro di me, come fai tu...
ciao...Francesca

Loste ha detto...

Non mi pare di essere uno che non accetta il contraddittorio @Francesca: ho risposto alle tue domande e te ne ho fatte altre, alle quali,tu invece non hai risposto. Al tuo consiglio di smettere di scrivere ciò che penso ti ho, alla pari, consigliato di smettere di leggere ciò che scrivo, nulla di più. Io non do niente Francesca tanto meno consigli, qui siete voi che se volete prendete, per il resto sono molto meno assolutista di quanto appaia ... Buona giornata a te.

valverde ha detto...

Premessa :caro Loste ti chiedo scusa se scrivo una mia cosa personale qua ; anzi se pensi che non vada bene ti prego di togliere questo mio commento visto che il blog è tuo.
...vorrei solo spiegare ad anonimo del 3.01 quello che può parere,come dice anonimo stesso,un'assurda banalità. La mia frase "sull'essere viva ed esserne infinitamente felice" ha una sua breve spiegazione.Non voglio apparire tetra ma la realtà è solo questa : ho perso papà,mamma e sorella più giovane a causa del cancro.Papà 26annifa,mamma 2anni fa e mia sorellina solo 1anno fa, non è rimasto più nessuno della mia famiglia d'origine. Ho passato un periodo nerissimo e solo ora ne vengo fuori(parzialmente perchè la paura di finire così anch'io c'è, visto che simpaticamente mi è stato detto che è probabilmente ereditario!) e quindi..ecco il senso delmio "Saper che ora sono viva ed esserne infinitamente felice". Questa spiegazione era doverosa...però ti chiedo ancora scusa per aver invaso il tuo post...
un caro saluto val
grazie per l'ospitalità e perdona se ci sono errori di grammatica o di battitura.

Loste ha detto...

Ciao @Val. Non ti devi scusare di nulla, il quadrato bianco dei commenti è vostro quanto mio. L'anonimo si chiama Francesca e non eri tenuta a spiegare nulla, per quanto mi riguarda, ma va bene anche se lo fai, sembre in considerazione della regola di cui sopra ;)
Un abbraccio

tt ha detto...

passo da tanto, non commento mai, oggi però di cuore ringrazio.

Anonimo ha detto...

Cara Val ,un marito e un figlio..Tanto basta per aver capito subito il tuo dolore..
Marco tu sai chi sono non ho bisogno di firmarmi!
Perciò cara Francesca come vedi, Marco si, è stato vicino a chi ha vissuto questo immenso dolore e come scrivi tu così immenso "da non bastare una vita a superarli???????"
La tua non la vedo per nulla una critica costruttiva,ma sai comè ognuno vive la vita come meglio crede ,io forse più come un farfalla nonostante tutto!

Juanin Salabà ha detto...

Il dolore ha sempre lo stesso sapore, e non smette... chi l'ha conosciuto sa, e a chi non l'ha ancora incontrato un augurio perchè arrivi comunque tardi; in ogni caso il tema non è "se", ma solo "quando".

(Mai provato a considerare i comparativi solo come regole e convenzioni del nostro linguaggio di comunicazione?)

Finchè si parla (e si scrive) si vive; ma forse può essere utile pensare che il valore marginale di ogni unità di tempo per ogni essere vivente, che ritenga la vita degna di essere vissuta, è una funzione esponenziale crescente.
Saludi

a ha detto...

Lavoro all’estero. Il sette gennaio ho inviato questa mail ai miei figli.

Jacopo, Ilaria,
ieri, appena chiuso il telefono, dopo avervi salutato mi ha assalito un po’ la malinconia, e la felicità.
Il ricordo è andato indietro negli anni, a quando io e la mamma abbiamo iniziato, di notte e di nascosto quando voi eravate già da un po’ a letto, ad appendere le calze della befana alla maniglia della stufa. Tu Jacopo faticavi sempre ad addormentarti e, al contrario degli altri giorni, all’indomani eri sempre il primo a saltare giù dal letto, costringendo anche noi e Ilaria ad una levataccia. Ieri la scena sono sicuro si è ripetuta, certo un po’ attenuata l’emozione, ma con quella gioia che dà il ripetere una cosa bella, un gesto che, anche se semplice, è diventato tradizione della nostra famiglia, tradizione consapevole.
Tradizione è la consegna di qualche cosa a qualcuno. Io e la mamma, nella ripetizione ogni volta e ancora oggi che siete grandi di questo gesto, abbiamo cercato di consegnarvi, attraverso doni anche insignificanti, il nostro amore.
Per questo motivo chiamo “tradizione consapevole” questa cosa che ad uno sguardo superficiale può sembrare banale ma non è, può sembrare un voler fermare il tempo che passa ma non è, ma è semplicemente, anche adesso che siete cresciuti, un modo antico per consegnarvi, ogni volta e per sempre, un bene che si rinnova.
Ciao ba'
Un bacio alla mamma (la befana)