12 novembre 2008

Me lo avessi chiesto

Me lo avessi chiesto, che so, tipo una quarantina di anni fa , ti avrei detto non lo sapevo. Sapevo solo che verso la fine di giugno, quando le scuole ci lasciavano in vacanza, sbocciavano su tutti i davanzali del paese. Chi ne aveva uno solo grandissimo, chi molti piccoli. Fermavo le mie corse di bambino, per osservarne l'evoluzione. Bianchi di cristalli di zucchero se erano appena stati messi al sole. Sciropposi di liquido rosso quando era ora di portarli in cantina.
Se me lo chiedi ora ti dico, che non mi ricordo di un orto marchigiano, che non abbia una pianta di visciole. Dicono i vecchi che alla visciola non devi fargli nulla, non la devi potare, non devi trattarla, alla più brutta se la lasci maturare troppo ti si inverminisce. Le raccoglievamo rosse e croccanti, con la cura con cui tratteresti un neonato. Guai a schiacciarla, guai a romperla, guai a farne uscire il succo. Spesso l'irruenza del bambino veniva allontanata con un deciso "Lascia perde, che le rovini". Per poi rifare "le paci" con una manciata di visciole e un'arruffata di capelli.
Venivano lavate e lasciate asciugare: una distesa rubini sul bianco dei canovacci di cotone. Una cura che costringeva, a volte, la famiglia ad un pranzo frugale. Ché le visciole, temporanee inquiline del tavolo della cucina, non sono ancora asciutte. Poi il rito di riempire i barattoli di vetro, grandi, oggi introvabili. Strati di visciole e strati di zucchero. Che il sole, di luglio e di agosto, cuocevano per quaranta giorni, in cui una pioggia, o un temporale estivo, poteva rovinare tutto.
Guardavo quei barattoli passare di giorno in giorno, dal bianco zuccherino al rosso dello sciroppo. Bramavo il momento del giorno in cui venivano capovolti: una, due volte. E godevo nel vedere quel succo bagnare anche i frutti che più in alto restavano asciutti per gran parte del giorno.

Il tempo delle visciole, scandiva quello delle mie vacanze. Correvo per il paese con questa presenza continua esposta sui davanzali. Ma quando i barattoli cominciavano a sparire, destinati alle cantine, capivo che l'estate stava finendo, e con lei il tempo del gioco. Di lì a poco la scuola ci avrebbe radunati tutti in un'unica vociante piazza. Avrei rivisto quei barattoli, nelle brevi sortite in cantina, alla ricerca di qualcosa che serviva a mia madre. Non avrei capito, nel buio delle luci asfittiche, cosa stesse accadendo lì dentro. Avrei atteso la festa dei santi, per averne, centellinate come una medicina, poche sfere in una coppetta di vetro. Le avrei messe in bocca, eliminando l'osso, con pochi movimenti precisi. Ne avrei succhiato la consistenza sciropposa, e sarei rimasto deluso per quel velo di succo che il cucchiaino non sarebbe mai stato capace di raccogliere.
Me lo avessi chiesto, che so, tipo una quarantina di anni fa , ti avrei detto che questo era il solo modo di consumarle. Se me lo chiedi oggi ti dico che puoi anche farci una:

Crostata di confettura di visciole e salsa inglese allo sciroppo di visciole.




Per la frolla della crostata, sempre qui. L'ho stesa in una teglia, bucherellata e cosparsa di una confettura di visciole comperata a Cantiano, dove questo frutto è stato riscoperto. Ho coperto poi con un crema di ricotta: ho battutto due rossi d'uovo con due cucchiai di zucchero e ho incorporato 250gr di ricotta. Ho infornato a 180° per 40 minuti.
Per la salsa: 2 tuorli battuti con 50 gr di zucchero a cui vanno incorporati 125 gr di latte portato a bollore. Ho continuato a cuocere la salsa a bagnomaria finché non è diventa liscia e lucida. Ho poi aggiunto un quantità indefinita di sciroppo di visciole.



Se proprio non trovate le visciole, cosa abbastanza probabile a meno che non capitate qui a Cantiano. Potete sempre utilizzare le amarene, anche quelle più famose, e pazienza.


21 commenti:

Anonimo ha detto...

bello questo inno alla visciola... ti confido che l'ho messa in ripostiglio...devo approfittare la sua ricomparsa nella mia cucina
www.chefmarco.splinder.com

Ciboulette ha detto...

Le visciole, questo frutto cosi'sconosciuto per me! Il racconto e' bellissimo, come sempre :))
Buona giornata!

Claudia ha detto...

mai vista una visciola in vita mia eppure ho quasi quarant'anni, ma delle visciole nemmeno l'ombra

tu sei il mio libro del mattino, quello che non poso la sera sul comodino ma leggo con molto piacere durante il giorno...
cla

RENZO ha detto...

Oste! E adesso come la soddisfo questa voglia? Dove le trovo le visciole?!? Maledetto! :D

JAJO ha detto...

Tornatene subito a Hong Kong, MALEDETTO !!! hehehehehehehe
Anche noi le facevamo, un pomeriggio intero per staccarle dai rami cercando di non rovinarle (e di non mangiarne troppo, malgrado il sapore amarognolo), e poi quei due o tre barattoloni messi sotto il davanzale del balcone a prendere il sole.
L'ultima volta, un barattolino solo, sono riuscito a farle 5 o 6 anni fa, quando mia madre ha trovato un contadino al mercato che portò rami del suo albero. Ora niente più :-( Dovrò decidermi a venire nelle Marche :-D

p.s.: la crostata è da delirio :-D

Chiara ha detto...

che meraviglia! con le visciole conosco solo, o per meglio dire amo il vino di visciole..vorrà dire che mi tocca provare questa sublime crostata!!

Rossa di Sera ha detto...

Adoro le visciole!! E una volta all'anno riesco anche a trovarle fresche al mercato, ad una bancarella un pò particolare. Ma quelle sciroppate non ce l'ho...Ah, la crostata!..

losmilzo ha detto...

...con le visciole da piccolo ci caricavo la fionda,con cui colpivo a"sangue"i miei ne/amici,l' effetto splatter era assicurato tipo film western. Oggi le raccolgo ancora e le sciroppo al sole;sono buonissime aggiunte al gelato al fiordilatte di quel tal gelataro-viandante che da "Roccacontrada" ogni venerdì scende a valle con il suo carico per noi umili genti della marca anconitana. semper bene tu stia.

Lory ha detto...

Che figata si può dire? ;-)
Io resto in attesa che le visciole scedano a valle o risalgano?
Boh!!!

...noi umili genti della marca anconitana .. Ecco appunto NOI ;-)

Loste ha detto...

@Marco messa in rispostiglio, la visciola? o la ricetta? :))

@Ciboullette, metti rimedio, cerca e conosci.

@Claudia :) Mi piace essere un libro.

@Renzo fatti una passeggiata da queste/quelle parti, ti do tutte le coordinate

ottimo abbinamento @Chiara il vino di visciole

Loste ha detto...

Dopo Natale... daaai @Jajo, lo so non è facile è l'aspetto negativo di vivere in città

Bé falle @Rossa ma occio che voglione sempre e solo sole.

Ooh @Smilzo ben tornato, finita la web-quarantena :)) Non avevo dubbi che nella tua cantina ci fosse anche questo prodotto della nostra terra. Si immagino che con il fiordilatte del gaelataro (per altro ritratto su questo blog: cerca gelato) si abbini bene. Vedrò di darmi da fare. La mi saluti Ugo, torneremo a trovarlo, sempre così prodigo di buoni consigli

Aaah @Lory se tornerai nella marca ci andiamo a bere un bicchiere con Smilzo e Ugo ;)

marzia ha detto...

bellissimo anche questo racconto, con le stagioni legate ai prodotti...
io qui l'ho fatto con le amarene, ma il classico temporale estivo arrivava sempre a rovinare tutto!

Fra ha detto...

Mi hai fatto venire l'acquolina in bocca...e adesso come faccio, qui le visciole sono introvabili!!! La crostata è divina
Un bacio

Adriano ha detto...

In pratica ci facevano lo stesso trattamento delle amarene quarantine.
Mai assaggiate, qui non credo si trovino, che hanno di diverso dalle ciliege comuni?

Gatadaplar ha detto...

Caro Loste! :)
Ti "giro" subito ai miei suocerini, che questi ricordi d'infanzia sono anche i loro... :*)
La mia suocerina ogni volta va in brodo di giuggiole davanti ad un vasetto di marmellata e io ogni volta sono felicissima quando riesco a trovargliela! :)
Grazie, come sempre... un bacio!

Claudia ha detto...

visto?
abbiamo risolto il problema dell'attesa della pubblicazione
;)
cla

Loste ha detto...

Eh i temporali sono la rovina di queste chicche @Marzia ... più si è in montagna meno probabilità ci sono

Cerca @Fra cerca ! ;)

Si @Adriano le amarene si trattano allo stesso modo. La visciola, inanzitutto è selvatica, solo a Cantiano il comune ha creato anni fa un impianto di un paio di ettari. Il frutto è più piccolo, il picciolo corto e il sapore è più acidulo anche in piena maturazione.

Se i tuoi "suocerini" sono di queste parti @Gata, sapranno anche dove trovarne per la prossima estate

@Cla :)

fiordisale ha detto...

vabbè non ti dico che sei tremendo che già ci hanno pensato gli altri, far venire ste voglie fuori stagione grrr Comunque non credo di averle mai mangiate, però l'abbinamento che gli hai dato con la ricotta è assai stuzzicante, dovrebbe aver stemperato l'acidullo no?
dovessero capitarmi o dovesse capitarmi sottotiro la confettura (forse è più probabile) l'acchiappo e ci provo, metto un "farollo" su sta ricetta :-))

MisterQ ha detto...

Mmmhh... buonissima !
E non ho certo problemi a recuperare la confettura !
Piuttosto, per chi ha voglia di qualcosa di sfizioso, ma salato, ricordiamo che siamo ancora in tempo per preparare le Olive.
Come !?
Ma con la Tua Ricetta !

Loste ha detto...

Mica tanto fuori stagione @Fiordi certo che se non hai le confetture allora si... siamo fuori stagione. :))

Grande @Q :))) e sì io le metto in cantiere questa settimana, in occasione della prima neve prevista nell'entroterra marchigiano e vai...
Ah non dimenticate abbondanti sbreghe di aglio che per refuso non sono citate nella ricetta ...
Anzi ora vado a correggere.

Mammamsterdam ha detto...

Infatti il nostro barattolo conteneva amarene, e ogni tanto me ne mettevano tre in un bicchiere d'acqua per farci lo sciroppo.

Le visciole, devo pensarci. Secondo te ad Amsterdam matureranno mai?