05 novembre 2008

La consapevolezza del dubbio

E’ onestamente un paese complesso quello in cui sono. Un paese che corre verso un futuro, senza la consapevolezza di esso. Un po’ come andare al cinema senza sapere il titolo del film. E’ un paese che non sente ragioni, che deve recuperare un tempo perduto, tra l’altro per colpa degli stessi che oggi hanno deciso di recuperarlo. Un paese che prima ha celebrato la sua “rivo luzione cultura le” e che ora si è inginocchiato davanti al grande buddha che è il denaro e il capitalismo. Un paese che, giustamente, non vuole essere da meno rispetto ai modelli di riferimento assoluti e occidentali. Un paese che corre ad una velocità inimmaginabile, dai nostri salotti illuminati di cazzate azzurrine. Corre verso un futuro che non sente ragioni che costruisce fabbriche dove prima c’erano allevamenti di pesce, una ferrovia che per centinaia e centinaia di chilometri attraverserà il paese sopra le città, i fiumi le genti. Un paese che le cronache raccontano intento a comperare terra in Africa per coltivare quello che qui non possono più, in un altro grande balzo in avanti, mondiale.
Un paese così vero, da sembrare finto.
Un paese che copia, rifà e vende. E così, mentre i “novichino” vestono gucci, prada, tods, gli altri fanno la stessa cosa, comprando i falsi al mercato di Mongkok. E allora il vero convive con il finto in un melangé impossibile da riconoscere. Son finte le scarpe, son finte le borse, ma è finta anche
l’acqua che ti fanno bere: distillata. E’ finta la frutta perché quello che riconosci visivamente non lo riesci a riconoscere al gusto. E’ finta l’aria, perché se fuori ci sono trenta gradi e il settantanove percento di umidità, in ogni albergo, ufficio e ristorante ce ne sono quindici di meno e ti si secca la gola. E’ talmente finto questo paese, che la carne Giapponese può costare duecentossesanta euro al chilo e trovare anche un florido mercato. E’ talmente finto questo paese, che lo spettacolo di maggior successo sono le luci scintillanti e bruciarisorse dei grattacieli dell’isola.
E’ finto per tutto ciò che di finto ci raccontano o che immaginiamo di questo paese.
Speriamo solo che rimanga vero il cibo e le cose che mangio, aldilà dei sapori.







Ah, i piatti sopra, chiaramente, sono assolutamente finti, fatti di silicone e dipinti a mano. Opere d’arte mi verrebbe da dire. Sono una sorta di menù visivo, che i fast food appena evoluti, espongono nelle loro vetrine, giusto per consentire di scegliere con maggiore consapevolezza.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

ma quelli sono prezzi in dollari? un piatto di "spaghetti" 40$ ? wow..

JAJO ha detto...

Infatti mi chiedevo come potessero sfidare la gravità...
Sono belli... ma.... che tristezza: è questo rischia di essere il futuro globale.... :-(

Loste ha detto...

40 HK$ ne occorrono dieci di dollari hongonkesi per un euro... @anonimo (!)

Ma non @Jajo non è futuro globale è presente presente.

Mi sa che siamo tutti stufi di questo posto, vero ?!

Me ne torno.

Gatadaplar ha detto...

E' incredibile davvero come riescano a copiare la realtà... sembrano davvero veri... :)
Ma il tuo racconto della pasta mi ha fatto morire!!! :D
Torna presto!

Maurice ha detto...

Ah, di silicone! volevo ben dire. Sono rimasto perplesso conoscendo le tua capacità fotografiche: o Marco ha cannato tutte le foto, o quei piatti fanno venire la pelle d'oca.
Hai avuto modo di capire se la voglia parossistica di occidente convive con la memoria del loro passato, o se stanno dimenticando i millenni della loro civiltà?

marzia ha detto...

...e che dire di quel peperoncino (peperoncini??) che diventa GARLIC?

fiordisale ha detto...

Quasi quasi vado ad aprire un ristorante in loco. Credo che mettendo un piatto di spaghetti a 35$ farei una buna concorrenza.
Ma che belli e coinvolgenti i tuoi ultimi reportages! Certo ch'è un paese un tantinello diverso da quello che ci hanno mostrato in occasione dell'olipiadi.

nishanga ha detto...

Vedi, grandi sono le curiosità intorno a stì cinesi.
E’, per me, ancora avvolto nel mistero quanto conti il passato nel gestire l'avidità di oggi con tutti gli annessi etcc..- Avidità per certi versi pure sacrosanta, perché pure loro ci hanno diritto a fare le nostre stesse cazzate, o no?
Questo me lo chiedo molto spesso e recentemente, ho avuto pure il coraggio di vedermi di seguito persino tre film di di Tsai Ming-Liang: W l'amour , Il fiume, pur con un disagio che ho retto a malapena ... Solo per poter capire che, alla fine, l’insopportabile insofferenza
in questa comune fase evolutiva, è uguale alla nostra e mi consola e mi fa sperare nel meglio, più che la millenaria civiltà – e i japan, allora? – la rivoluzione alle loro spalle che, seppure altamente perfettibile ( no polemiche please ) ha avuto percorsi collettivi e di istruttiva pratica democratica.

Oggi più che mai, il mondo è un posto dove s'è visto che.. tutto può succedere!!
Vedo che tutti aspettiamo le tue riflessioni e mi associo.
A presto!

Mirtilla ha detto...

ma che post originale ed interessante!!!

volevo invitarti ad iscriverti al nuovo blog aggregatore cui collaboro,ti lascio il link cosi puoi dare un'occhiata
http://blogdicucina.blogspot.com/

Gunther ha detto...

complimenti per questa riflessione, e che nella loro cultura attuale non hanno fatto ancora i conti con la consapevolezza delle risorse limitate, come dei bambini hanno un idea, che tutto quello che fanno è positivo, pensano che le lora azioni non abbiano conseguenze sul clima e sul pianeta, ma anche sulla loro vita e sulla loro cultura,credo che prima o poi si andranno a scontrare con una brutta realtà che non immaginano ancora

The Food Traveller ha detto...

Il Giappone e' un gran bel paese e ci sono stato l'ultima volta per lavoro a luglio. Pieno di contrasti tra il supermoderno e il super antico (tipo le viuzze o persino l'aereoporto).

In realta' il cibo in Giappone e' di qualita' elevata anche quando si va per una semplice tempura. I prezzi sono bassi anche ora che lo yen si e apprezzato.

Per quanto riguarda le tue foto ... non ho letto i commenti sopra, ma questa forma di presentazione e' nata per rendere la vita piu' facile ai turisti .... e la cosa bella e' che i pitti sono molto prossimi (come estetica) a quelli finti ;-)

Ciao e goditi il Giappone. Almeno loro si sono evoluti.