12 giugno 2008

Che farà !?

Se ne starà lì seduto al suo posto, la gamba destra saltellante dalla tensione, le mani sudate, la gola secca. Cercherà di abbozzare un sorriso a chi gli sta vicino, nel vano tentativo di trovare tranquillità nello sguardo altrui.
Rovisterà nei cassetti della memoria in cerca di tutte le cose imparate in questo ultimo anno, e avrà un lampo di terrore nello scoprire il vuoto assoluto. Sentirà crescere la tensione, in una vampa di calore che gli infuocherà il viso e la fronte, in un vuoto allo stomaco che lo farà deglutire in un mezzo conato di nausea, quando gli consegneranno il foglio protocollo con la firma della prof. Quel segno di ufficialità lo farà tremare. E mentre gli leggeranno i temi cercherà di selezionare il titolo dove produrre di più.
Il primo esame è impresso indelebilmente nella nostra memoria.
Lo sarà anche per mio figlio. “Chi?Che?Co?Io?” Leo avrà tutto il tempo per scoprire che: “gli esami non finiscono mai”, non è solo una frase banale, un modo di dire, per sottolineare una mezza verità.
E’ una verità assoluta della vita.

"Descrivete un lancio di palloncini" esordì così il mio esame di artistica di terza media, di quei giorni ricordo solo questo episodio. Ricordo che con la mente cercai i quadri che avevo scoperto sfogliando i libri di mio zio. Disegnai e poi dipinsi un ammasso di case nel tentativo assolutamente non compreso di replicare la "Periferia" di Sironi. Aggiunsi dei puntini colorati nello sfondo, consegnai con la tempera ancora fresca e fuggii certo del risultato. Venni raggiunto sulle scale dal professore e miseramente umiliato per la mia vena poco artistica, con tanto di esempio comparativo del disegno fatto dalla più brava della classe " ... se ti bocciano sai perché".
Il suo disegno era bello. Era si, banale nella tecnica, un pastello mal usato, e nell'iconografia: due alberi e una casa. Ma era molto originale invece nella soggettiva. l'osservatore della scena era posizionato in cielo e vedeva il lancio dei palloncini salire verso di lui, con un effetto di prospettiva che ingrandiva i palloncini man mano che si avvicinavano.
Mi piacque quello staccarsi da terra, quel vedere le cose in un modo diverso. Il mio alla fine era la copia mal riuscita di un quadro esistente, non replicai. E me ne tornai a casa disperato certo della bocciatura, che non arrivò.

Sarà così anche per lui? Nonostante la tranquillità apparente e le sveglie antelucane: che tanto non ho sonno. Chissà se avrà seguito i miei consigli: glucidi, torte di frutta a colazione. Farinacei pasta o riso a pranzo. Sali minerali e proteine carne e verdure a cena. Un defaticamento alla mattina e …. Oddio !! Ma andava a fare un esame o una gara di bici?
Va bé va , uno di questi gironi fatti fare un:

Risotto alla Pilota “vegetariano”



La ricetta originale è Mantovana. Il pilota non guida aerei o rombanti automobili futuriste, il "pilota" è chi lavora alla Pila. La Pila è l'opificio dove si lavora il riso. Il riso “alla pilota” prevederebbe un riso cotto alla maniera mantovana, spiego dopo, delle salamelle (un tipo di salsiccia) che rappresentino la metà del peso del riso, cotte in poco burro: un venti percento del peso del riso, e il tutto condito con parmigiano rappresentante un altro venti percento. Manca il dieci lo so, ma nessuno ha detto che debba fare cento.
Una volta ho sentito parlare anche di un “riso alla pilota col puntel” mi è stato spiegato che il puntel è “il supporto” : una braciola di maiale rosolata e croccante che si accompagna al riso di cui sopra. Non mi sembrava una ricetta adatta ad un esaminando, a meno che prima non mi scarica un camion di balle di riso. E quindi l'ho cambiato in una versione vegetariana.

Per 4 persone
400gr di riso che farete cuocere in un volume di acqua di poco superiore al volume del riso. Quando l’acqua bolle salate e poi versate il riso che deve risultare uniforme nella casseruola. Cuocete per 10 o 12 minuti, poi spegnete e lasciate riposare per 3 o 4 minuti coperto con un panno. L'acqua dovrebbe essere stata tutta assorbita. Un pilaf ma senza forno.
A parte avrete fatto rosolare in olio evo e a fuoco vivace 2 zucchine (a seconda della grandezza) e 6/8 funghi freschi, tagliati a tocchetti. Lasciate andare per qualche minuto e quando cominciano a colorare, spegnete e salate, non salate prima, la verdura perderebbe acqua e avreste un lesso. Mettete da parte e nella stessa padella in poco olio evo preparate un soffritto di cipolla fresca, che lascerete stufare senza bruciare, aggiungerete dei pomodorini rossi e privati di buccia e semi, salerete. Una volta che il riso è pronto incorporatelo al sughetto saltando in padella per pochi secondi, servite accompagnato dalle verdure e da una bella grattugiata di parmigiano.

In bocca al lupo ragazzo.

15 commenti:

marzia ha detto...

tempi lontani, quelli degli esami... quel clima strano, particolare, caldo fuori (non oggi, non qui!), sudore e brividi, complicità, ansia...
in bocca al lupo anche da parte mia!
PS: c'è un premio per te da ritirare sul mio blog, caro Marco

Sere ha detto...

Ho letto tutto in un sol boccone... “gli esami non finiscono mai”, eh già, questa è la vita... importante è lottare per superare tutte le prove!!!

Per quanto riguarda la meravigliosa rivisitazione del risotto, beh, io ho assaggiato il vero riso alla pilota non più di 1 mesetto fa nel Mantovano. Mi è piaciuto abbastanza e la persona che ci ha portato a pranzo ci aveva illustrato della storia di questo riso. Non mi è piaciuto il "rinforzo" di braciola, antiestetico e l'accoppiamento di sapori piuttosto inadeguato!
La tua versione si addice molto di più alle mie papille gustative!
Bye

Anonimo ha detto...

in bocca al lupo a tutti i terzini!

anche la mia stamattina si è avviata verso il suo esame sotto una pioggia fortunella :D

buona giornata
laura

fiordisale ha detto...

odio gli esami. Li odio proprio. Mi destabilizzano. Mi snervano e mi fanno fare prove di gran lunga inferiori alle abituali capacità. L'unico esame che presi alla leggera fu quello di quinta elementare, con una maestra di cui, in 5 anni, non ero stata in grado di decifrare il razzismo e l'intolleranza latenti, era sempre molto scettica e con un nonsoché di fastidioso verso gli oriundi, insomma verso i figli dei meridionali trapiantati in loco. sono riuscita nel tempo a ricostruire le questioni e decifrare le sue azioni. All'esame di quinta, dicevo, avevano dato un tema per il quale non avevo alcuna esperienza, e la mente era pericolosamente vuota, in più avevo il gesso, testimone di una recente caduta, il che provava, laddove ce ne fosse bisogno, la mia inadeguatezza all'ambiente. Stetti lì, col foglio bianco davanti, per metà tempo, con la maestra che mi faceva la ronda davanti e nello sguardo l'espressione del "lo sapevo, tu non ce la puoi fare, non hai i mezzi". Poi non so cos'è stato, forse solo noia o voglia di uscire da lì. Ho stretto gli occhi ed ho inventato una storia. Era una storia drammatica e così improbabile da sembrare proprio vera. Parlava di un gattino, di un ritrovamento e di una cuginetta francese (inesistente anch'essa). scrissi tantissimo, direttamente in bella copia, fin'oltre il suono della campanella. La maestra, all'atto del ritiro della pagella venne incontro a me e a mia madre e commossa mi disse "io non lo sapevo". Quello fu il primo dieci in narrativa della mia vita. Chissà perchè, nonostante la mia attitudine alla matematica alla fin fine sono sempre riuscita a far innamorare le insegnanti di italiano. Secondo te, da questo, dovrei trarne qualche conclusione?
Vabbè, te l'ho fatta fin troppo lunga, che poi mi dici di nuovo che so' logorroica, :P

JAJO ha detto...

Eh si caro Marco, per Leo è solo uno dei primi esami della vita ma ha dalla sua la forza e l'incoscienza dei (neanche) vent'anni. E se poi ha preso anche solo un decimo della "capacità di penna" del babbo... :-D
Sono sicuro che, come in molte altre cose, finora lo hai istruito e seguito al meglio: adesso deve confrontarsi con se stesso, trovare le sue "corde" ed iniziare a misurare le sue capacità.
Proprio vero, gli esami non finiscono mai, guarda Donadoni (ma lo sai che le prime 6 righe e mezza calzavano a puntino anche a lui ? :-D)
Comunque anche la tua interpretazione dei "palloncini" non era male: la secchiona ha lavorato di fantasia ma in modo un po' elementare, tu avevi mostrato di aver studiato e di conoscere Sironi, e lì applicato la tua fantasia... non mi pare poco.

P.S.: in bocca al lupo per Leo !!

Jacopo

Luc ha detto...

un abbraccio di grande incoraggiamento al ragazzo. rossori e sudate sono durissime da digerire, ma fan crescere.

cuochetta ha detto...

Mi hai fatto ricordare il mio primo esame... ma era di 5 elementare (credo adesso non si faccia più...) e non dimenticherò mai la mia interrogazione su Giuseppe Mazzini... pezzo di storia che ho sempre amato..!

La cottura di questo riso mi intriga tantissimo... proverò!

Anna

E un INBOCCALUPO a Leo!

Fra ha detto...

Gli esami sono un momento importante, un ricordo indelebile. Procurano spesso grande ansia ma si ricordano con molto orgoglio. Un in bocca al lupo a Leo, anche se sono convinta non ne abbia bisogno.
Un bacio
Fra
PS questo risotto deve essere una delizia :)

Gatadaplar ha detto...

Vista l'ora in cui hai pubblicato il tuo post... ormai Leo dovrebbe essere tranquillo a casa! E' andata sicuramente bene, ma lui... è soddisfatto? :) Cosa gli prepari di buono per festeggiare!?
Bacioni =(^.^)=

Leo ha detto...

Sapete mi fà un pò strano scrivergli,di solito le cose gliele dico... comunque vi ringrazio tutti per gli inbocca a lupo e per l'appoggio.

JAJO ha detto...

Beh, com'è andata ? :-D
Ho letto il giornalino di Leo: papà Marco.... comincia a tremare... !!! :-DDD

Andrea ha detto...

Ma questi possiedono la tranquillità dell'incoscienza, non c'è nessun problema, quello è solo ns (di genitori) almeno per il mio è così.
Ciao a presto.

Leo ha detto...

Per ora, dopo le prove di italiano ed inglese, credo bene.
Domani francese poi domenica straccio Loste in bici.
Grazie @Jajo un saluto a tutti.
Leo

JAJO ha detto...

Ciao Leo, mi raccomando... non lo stracciare troppo: il suo orgoglio lo porterebbe a spingere troppo e dopo sarò troppo stanco per cucinare ! :-DDD

josette ha detto...

Beh, avrei detto invece che "el risoto col pontél" sarebbe stato adatto per un esaminando con grande bisogno di essere "pontilà" (letteralmente puntellato)!!
Accidenti, però: passi per il theverdematcha, ma se il "pontél" è arrivato anche su blogger.com ormai siamo in piena globalizzazione!!