08 dicembre 2009

Lentamente si avvicina: le ricette del pranzo di Natale che non cucinerò

Lento come un risveglio domenicale questo post, stenta a nascere. Si affaccia come un ombra dietro ai vetri di una finestra, poi scompare. Per riapparire poco dopo in sembianze diverse, vigliacco e indeciso. Lo scrivo, poi lo cancello, poi torno a riscriverlo. Il buio dell'alba ha lasciato il posto ad un cielo plumbeo, pesante, generoso di pioggia, avaro di luce. Mi stacco da qui e sbuco in cucina: preparo , correggo, giro e rigiro. Poi torno a riscrivere nel silenzio di questo tardo mattino. Matteo arranca intorno all'albero di Natale troppo grande per lui. La concentrazione di palline al centro indica la sua altezza. Appare al mio fianco, sillaba l'incipit del post: "Len-to co-me un ris-ve-glio..." Poi mi guarda mi carezza la nuca e se ne va, trotterella scalzo inciampando nel pigiama.

Sarà stato un gesto d'affetto o di commiserazione? Intanto il post non esce, è in cucina continua a cucinarsi il pranzo di questa festa che domenica non è. I rumori arrivano ovattati e lenti come se fossi ancora sotto le coperte. Sono in sala a guardare mio figlio. Ancora un paio di anni e supererà la metà di questo albero. Lo guardo mentre lancia un fiocco rosso verso la cima. Il fiocco ha una traiettoria quasi verticale: parte veloce, poi l'aria lo rallenta, resta sospeso per una frazione di secondo e poi ricade sul viso di Matti. Al quinto tentativo rimane appeso ad un ramo. Un equilibrio precario, quasi miracoloso. Restiamo con il fiato sospeso in attesa della caduta, del crollo, del precipitare che non avviene. Con un filo di voce sussurro: "Che cosa sarebbe Matti ?". Lui si volta senza staccare gli occhi da quel fiocco rosso che rimane aggrappato con tutte le forze all'ultimo ramo su in alto. " E' per la punta papà, ma non ti ricordi ? Lo mettiamo al posto del puntale, per la tradizione!"

Mai piaciuti i puntali in cima agli alberi di natale, mi danno un che di anticoncezionale, di robotico, di ferroso e di poco naturale. Meglio un fiocco sempre che riesca a stare appeso fino al sei di gennaio. E' per la tradizione, giusto per quella. Tranne che in questo pranzo che niente ha di tradizionale e che non cucinerò. Non cucinerò il giorno di Natale, ma si costruisce pian piano, e noi che lo mangiamo commentiamo, come se Natale fosse già, passato ad ogni piatto. Niente tradizione, oppure si in queste:

Seppie con i piselli quasi un risotto


Per 4 persone
vi occorrono 8 seppie di media grandezza, pulite e lavate. Separate i tentacoli e le braccia e divideteli al centro facendone due o tre ciuffi ciascuna. In una casseruola mette a soffriggere due spicchi di aglio in poco evo, quando l'olio è a caldo tuffate i tentacoli e lasciate rosolare bene bene. A parte sempre in un filo di evo saltate 200 gr di pisellini (vanno bene anche quelli congelati). Quando i tentacoli delle seppie sono ben rosolati: salate e pepate, aggiungete i piselli, che a quel punto saranno anch'essi rosolati, e i pomodori pelati. Per quest'ultimi regolatevi voi in termini di quantità, più sugoso o meno sugoso, ma un 400 gr dovrebbero essere sufficienti. Lasciate sobbollire per almeno trenta minuti.

Per il riso
Prendete le seppie e tagliatele a striscioline sottilissime e poi ancora fino a formare delle specie di chicchi di riso, avrete ottenuto un riso di seppia. Mentre fate questo lavoro da certosino, mi raccomando di procurarvi un coltello affilatissimo, mettete a bollire un 60 gr di riso vero, in acqua salata. Il riso, quello vero dovrà bollire fino a che non sarà stracotto. Dopo 40 minuti di cottura scolatelo, ma non del tutto, tenete l'acqua da parte e passate il riso con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema, aggiungete acqua di cottura se occorre.


Per la preparazione
In una casseruola antiaderente, scaldate dell'olio evo e quando ben caldo buttate il riso di seppia, lasciate rosolare a fuoco vivace per 3 o 4 minuti, sfumate con due dita di vino bianco: un Verdicchio tanto per essere di parte. Lasciate evaporare, aggiungete la crema di riso, un trito di prezzemolo e lasciate asciugare fino ad ottenere la mantecatura desiderata. Impiattate, aggiungete al centro il ragù di seppia e piselli e condite con un filo di olio evo a crudo.



La base di questo piatto: il riso di seppia, è spudoratamente rubata a Ivano Mestriner che cucina nel suo ristorante Dal vero di Badoere in provincia di Treviso www.dalvero.it

Sarà male non rispettare la tradizione ?

11 commenti:

piccolacuoca ha detto...

Ricetta (e storia) bellissime come sempre:-)

Patrizia (melagranata) ha detto...

Bella questa storia, bello il fiocco che resta (resta?) lassù appeso, abbarbicato. Bello il bimbo sicuro del miracolo dei suoi gesti. Una domanda: l'hai poi preso in braccio per farlo arrivare più vicino alla cima?
Buone seppie e piselli.
Erano la passione del mio papà!
Buona serata
Patrizia

Loste ha detto...

Grazie @Piccolacuoca !

No @Patrizia non l'ho tirato su uno perché il ragazzo pesa due perché l'albero è veramente alto... abbiamo preso una scala e dato sicura sosta al fiocco ;) ...

Eléonora ha detto...

Chuido il blog, poi cambiare il link ti ringrazio molto : http://blogs.cotemaison.fr/aufildemesrevesdamour/

Gambetto ha detto...

Piacevole lettura, minimale e sincopata. Il lento percorso ad un Natale gastronomico che sia già passato o che non arriverà mai è davvero indovinato.
Bella la preparazione per qualche spunto nuovo che non sappia di rivisto.
Complimenti e buonissima giornata :)

Ciboulette ha detto...

Sara' che non sono carnivora, ma i tuoi post che con piu' frequesza mi acchiappano sono quelli di pesce (la tua pasta con le canocchie ce l'ho impressa a fuoco nel ricettario mentale :). E questo riso di seppia tranquillo, spingi, tira, sgomita, ce lo facio entrare nella tradizione :)

Loste ha detto...

là un altro blog che chiude !!!

Grazie @Gambetto che dunque spunto sia ;)

Ah si @Ciboullette quella pasta nel cuore :))

silvia ha detto...

come sempre leggo la poesia del quotidiano. dei gesti simili e dei pensieri uguali. la ricetta è una sorpresa. l'albero sarà bellissimo. è la festa che non era domenica ancora di più!
ps il verifica parola a volte è imbarazzante.

Loste ha detto...

Grazie @Silvia cerchiamo di fare in modo che l'atmosfera sia bella nonostante tutto. :)
Ps il verifica parole è una palla enorme ma se lo tolgo c'è un acaro che mi spara un mare di commenti del menga... porta pazienza tra qualche giorno provo a toglierlo maari nel frattempo è andato a romper le palle a qualche altro ! :))

artetecaskitchen ha detto...

Caro Oste,
questo mi sa che lo porto in tavola il 24 sera,magari in forma ridotta, come antispastino giocoso.
Buone feste

Fabrizio aka Artèteca

Gatadaplar ha detto...

Questa non è che me la segno... me la stampo proprio!!!!!

Bellissima alternativa al "risotto" vero e proprio... e che tanto il riso c'è lo stesso! ^_____^

Poi ti farò sapere quando riuscirò anche a sperimentare il piatto... e so già che ci leccheremo i baffi! :P*

PS: ... il fiocco ha retto fino al 6 gennaio?! ^_^