Le voglie passate
Aveva attraversato il paese, troppo presto per ostentare la novità che portava ai piedi. Gli amici, i suoi amici, non si svegliavano così presto come lui. E così aveva vagato per il paese, le mani infilate nelle tasche dei pantaloni. Le gambe nude a mostrare i segni di un dodicenne che passa l’estate all’aperto. Lo sguardo basso ad osservare le sue scarpe nuove, che una alla volta apparivano alla sua vista. Si era aggirato tra la confusione dei preparativi della festa del paese. I baracchini per i panini, quelli per il vino e anche quello del melone, già montanti e pronti ad entrare in attività. I cartelli scritti con pennarelli su fogli “bristol” gialli recitavano il menù e i prezzi. La trippa, i fagioli con le cotiche, le tagliatelle, le braciole e poi lui il prosciutto e melone. Gialli i “bristol”, giallo lo striscione, disteso in mezzo alla strada, due scale per parte. Una appoggiata al muro di una casa, un’altra appoggiata contro un lampione. Ci aveva girato intorno piano, attento a non calpestarlo, aveva piegato la testa per leggere: “IX sagra del prosciutto e melone”. E anche se di campi di meloni non aveva mai visti da quelle parti, la sagra del paese si ispirava proprio a quel frutto e al suo accompagnamento per eccellenza. Fu mentre cercava di immaginarsi per quale motivo proprio il melone, che apparvero loro. Gli occhi ancora gonfi di sonno, un pallone di cuoio sotto braccio, la domanda rimase li sospesa tra lo striscione che saliva e la loro ombra sull'asfalto. Anche se qualcuno si era accorto delle sue scarpe nessuno fece commenti. Si avviarono verso il campetto dietro le scuole. Una striscia di asfalto che mangiava, palloni, scarpe e ginocchia.
Forse giocarono per quattro ore, magari si erano pure fermati ogni tanto, ma quelle erano partite che comunque finivano con punteggi tennistici. E quando il campanile della chiesa aveva suonato mezzogiorno erano tutti seduti sul muretto, le gambe penzoloni nel vuoto, lucide di sudore. Era stato lì che si era accorto. La stoffa della scarpa, nel punto in cui si congiungeva alla punta di gomma bianca, era strappata. Un buco, o meglio uno strappo lungo tutta la lunghezza. Il cuore gli era balzato in gola, e continuava a battergli forte mentre correva verso casa. Più che una corsa era un camminare strano, un misto tra la marcia e la maratona, con un passo claudicante a non voler gravare il peso sulla gamba destra, come se questo potesse salvare o rimediare al danno.
Forse erano volate urla, sicuramente anche un paio di schiaffi, ma più di tutti era quel senso di commiserazione che lo aveva lasciato escluso dal pranzo del resto della famiglia. Nessuno che magari si fece venire il dubbio che se una scarpa non reggeva una partita di pallone, anche se era stata una partita di quasi quattro ore, finita con punteggi tennistici. Se una scarpa non reggeva una partita così, magari, in fondo in fondo, non è che fosse una grande scarpa. Sarebbe stato meglio riportarla in negozio, invece di far volare parole, schiaffi, e quella punizione. Oggi non esci e stasera niente festa. Addio ai giochi, addio alla ruota della fortuna, addio al tiro degli anelli nelle bottiglie, addio al “48” e addio serata danzante con il complesso “Quelli della notte”. Ma tra tutto quello che più gli dispiaceva, che più lo lasciava con un senso di mancanza forte e assoluto, era dire addio al piatto di prosciutto e melone. Che proprio gli era venuta una voglia che gli sarebbe rimasta lì per una vita, ne era sicuro, di quelle voglie che te ne saresti ricordato per sempre. E magari un giorno da grande si sarebbe comprato un paio di scarpe, più resistenti e si sarebbe fatto un:
Tortello di burrata e prosciutto con gelato al melone
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Per quattro persone con la voglia rimasta dall'adolescenza: 200 gr di burrata, 200 gr di crudo Parma o San Daniele tagliato a julienne, che amalgamerete alla burrata sminuzzata al coltello. Se dovesse risultare toppo liquida incorporate anche un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato, ma non esagerate. Preparate il tortello nel modo classico. Precedentemente preparate un gelato al melone: con 100 gr di panna e 100 di latte che porterete ad ebollizione insieme ad una buccia di limone. Togliete dal fuoco, eliminate la buccia di limone e aggiungete un uovo, incorporando energicamente con una frusta, lasciate raffreddare. Passate 200gr. di melone al minipimer, aggiungete un pizzico di sale e un paio di cucchiaini di zucchero, incorporate al latte e mettete in gelatiera. Preparate una crema di piselli cuocendo 200 gr di piselli in poco brodo vegetale, e passando tutto al passaverdura, incorporate 25 gr di parmigiano grattugiato. Preparate il piatto con la crema di piselli tiepida, i tortelli lessati e saltati in padella con una piccola nove di burro e una quenelle di gelato al melone.
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