04 luglio 2010

L'illusione delle certezze

Pochi cazzi è una questione di certezze. La gente pensa che le certezze siano l'impalcatura della propria vita. Stronzate. Le certezze sono la cortina fumogena, il drappo pesante della tenda doppia, i vetri posteriori oscurati, il lavoro certosino del chirurgo plastico. Le certezze sono l'illusoria verità non vera di questi tempi di merda che stiamo vivendo.

La falsa tranquillità di una vita in precario equilibrio sulla realtà delle cose. I suv da venticinquemila euro, con dentro quattro aifon per raccontare che si cara c'è un traffico della madonna e pensa che poi parlano di crisi. L'ombrellone sulla spiaggia appiccicato ad altri quattro, che al pomeriggio la tua ombra se la ciucciano due file più in là. I racchettoni giocati con i piedi a mollo sul bagnasciuga con fare atletico. Dove cazzo sono finiti i tamburelli? Rivoglio i tamburelli, adesso qui subito. Me ne fotto che non vadano più di moda. Rivoglio la complessità della pelle di pecora vera, tirata da due circonferenze di legno contrapposte, la sicurezza della maniglia rossa e del "toc" consapevole come il rullante di una batteria.
Tenetevi pure quei due pezzi di finto legno, stampati nel guangdong al costo di undici centesimi alla coppia, e rivenduti sulle spiagge italiane a dieci euro. Io rivoglio i tamburelli. Io rivoglio la coppa del nonno, da spappolare con il cucchiaino di plastica e non l'espresso zero o come diavolo lo han chiamato, già spappolato. Io rivoglio la piadina vera e non quella con la sottiletta. Io rivoglio le “svizzere”, gli hamburger dateli agli americani, ignoranti e obesi. Io rivoglio l’insalata croccante e non quella in busta che puzza di piedi. Io rivoglio i politici della prima repubblica ladri e puttanieri ma con il senso del limite, e non quelli di oggi senza neanche l'illimite della decenza di farselo mettere in culo in festini sotto il ponentino romano. Io rivoglio la paura della responsabiltá, e non l'indecenza del cazzomenefrega. Io rivoglio la consapevolezza dei dubbi e non l'illusione delle certezze.

Io vivo con una valigia di dubbi, e un paio d’armadi a casa per farne il cambio. E non venitemi a raccontare che la colpa è dei media, dei giornali, della televisione della cultura. Cazzate. Quelli sono prodotti. E i prodotti seguono la domanda. I casi in cui sia l’offerta a fare il mercato sono talmente rari che potete contarli sulle dita di una mano di un falegname. E’ tutto più semplice, ve lo dico io, siamo solo meno intelligenti e un filino più coglioni di una o due generazioni fa. Tutto qui. Siamo una generazione con il bisogno di apparire, di farsi notare, di farsi osservare. Il resto è nulla indifferenza, falsa realtà, certezze appunto.

Come le Svizzere ma più buone


Passa una pubblicità con tre sorci dalle vocette schizzofreniche che con il binomio caldo afoso, potrebbero strappare, un paio abbondanti di idee omicide anche al parroco del paese. Matti mi guarda, e io lo guardo, non è che ci voglio andare, mi fa ma è che mi andrebbe di mangiare quei panini con dentro la carne le patatine e…Lo mando a letto senza promesse, solo dubbi, nessuna certezza.


Mi sveglio alle quattro, sai che novità e attacco ad impastare, obiettivo i panini di Adriano ma più grandi. Alle otto sono dal mio macellaio: 150 gr di coscio di pollo disossato e 150 gr di petto, 300 gr. di capocollo di maiale, e 300 gr di polpa di spalla di agnello. Un paio di fette di pancetta fresca per compensare la poca grassezza di agnello e pollo. Dalla fruttarola: un peperone rosso da fare arrosto nel forno, 3 carciofi i cui cuori affettai salteranno in padella, e una patata grande da bollire e lasciare a metà cottura. A casa macino le carni lasciandole separate, le salo e pepo, incorporo le verdure nei binomi assoluti: maiale-patate, agnello-carciofi, pollo-peperoni. Profumo il maiale con un trito di rosmarino e timo, la maggiorana per l’agnello e la salvia per il pollo. Uno spicchio d’aglio per tutta la carne o più se vi piace. Il risultato è la verità assoluta: le Svizzere sono meglio della pubblicità.


Che fortuna essere in un posto "fuori dal mondo"

39 commenti:

Ciboulette ha detto...

Loste, non sai che effetto mi fa leggere che non sono l'unica al mondo che chiama gli hamburger "svizzere" (così li abbiamo semrpe chiamati a casa, anche se a volte mi devo adattare per farmi capire). Quando accenno l'esistenza delle svizzere ai miei coetanei mi guardano come fossi una marziana, ma perchè? Sono davvero felice di aver letto questo post :D
Anche perchè mi consoli del mio stato di perenne incertezza su tutto, o meglio, della mia fame di certezze, che non essendoci genera ansia...vabè :)

Mi hai ricordato anche che sarebbe ora che mettessi in funzione il tritacarne del Ken, tutto con degli hamburger, vedi? :P

accantoalcamino ha detto...

Anch'io continuo a chiamarle "svizzere" e me le faccio da sola..come te, sarà per via della "generazione"?

stelladisale ha detto...

concordo.
completamente.
compresa ogni singola parolaccia.
e mi ricordo anche le svizzere :-)

adina ha detto...

gli americani ignoranti... come se dicessero che gli italiani son tutti mafiosi. non mi piacciono le generalizzazioni. le svizzere sì, anche chiamate hamburger, la sostanza, quella che conta, è quella.

Glu.fri cosas varias sin gluten ha detto...

I tamburelli li rivoglio anch'io !!...io e la mia mamma le svizzere le chiamiamo svizzere, piu' a nord non siamo andate...queste sono le uniche cose certe per una che pencola tra la pampa e il monte catria...se ti vuoi unire al gruppo....ti assetto cartesianamente nella pampa..coi panini di adriano..

Milla ha detto...

Ho letto veramente volentieri il tuo post, è un periodo che anche io sono a tolleranza zero con tutte queste stronzate che ci circondano e avo lte mi sembra di essere la sola ad accorgersene, per fortuna poi mi rendo conto che non è così!

BreadandBreakfast ha detto...

nonostante io sia cresciuta immersa in questa cultura dell'apparenza e della sicurezza di poter superare ogni limite, nondimeno mi vergongo di tutti i casi umani da te citati. Ucciderei chi parcheggia col suv occupando due posti o addirittura tutto il marciapiede, chi non sa discutere ma solo parlarti sopra, chi non si ferma mai un attimo a farsi qualche domanda, chi tira le fila del paese senza nemmeno sapere da che parte prenderle, o peggio, preferendo il burlesuqe al burattinaggio. A 22 anni sto nuotando nelle incertezze. A volte la sensazione non mi piace moltissimo... So che se non voglio annegare, è meglio per me se scappo da qui, il che di per sé è comunque un tuffo nell'ignoto. Ma credo di esserci ormai così abituata che, lungi dal provare una qualunque sorta di horror vacui, credo che soffrirei di più di claustrofobia da certezze.
Anche se, una certezza ce l'ho: dal McDonald's mai! :) W i panini con le svizzere home-made! Altra certezza: il fast food può essere anche buono. Basta che sennò mi spavento. :)

ornella ha detto...

Ogni giorno esco da casa a piedi e a piccole dosi mi rovino il fegato...Io rivoglio i miei “scursoli” (viottoli) sono disposta ad aspettare anche che qualche lumaca o salamandra li attraversi! Invece no, devo dare la precedenza a dei bestioni chiamati suv che ti riempiono tutto; la strada il marciapiede, ti tolgono l'aria ed il sole..A che cosa servono i suv a d Atene? Ovvio: io sono, perché ho, e perciò posso..anche parcheggiare sugli scalini di casa tua o forse chissà, pure sulla salita dell'Acropoli!! Basta va....Dovrei cominciare anch'io a sfogarmi con la scrittura, il guaio è che non sono brava come te! Evviva le “svissere” specialmente le tue! Ciao buon inizio settimana

deny ha detto...

Io sono ancora più vecchia, le chiamo "polpette". Condivido il tutto con te, meno che le "parolacce" ma che rendono l'idea. Sei proprio arrabbiato eh'''Stringi al cuore e dai un bacio a tuo figlio, vedrai ti passa tutto(almeno per un pò)Buon inizio settimana deny

( parentesiculinaria ) ha detto...

Le certezze sono fatte per essere infrante. Sono inoltre degli abiti che si mettono e si tolgono e che è giusto cambiare man mano che si cresce. Una mi basta: l'amore dei cari, felice isola a cui tornare tra un incertezza e l'altra.
Le tue svizzera con abbinamento carne-verdura una certezza me la danno: devono essere bunissime!

Carla ha detto...

Anche io le svizzere le chiamo svizzere!!! E i panini di Adriano.... una meraviglia. Ho avuto il piacere di conoscere il "maestro" solo qualche settimana fa in un corso che ha tenuto nelle Marche. I suoi panini erano una delle preparazioni e, una volta usciti dal forno, sono spariti in 30 secondi insieme ad un salamino marchigiano eccellente. Certo questa versione mi tenta!!!!!

Carla ha detto...

Anche io le svizzere le chiamo svizzere!!! E i panini di Adriano.... una meraviglia. Ho avuto il piacere di conoscere il "maestro" solo qualche settimana fa in un corso che ha tenuto nelle Marche. I suoi panini erano una delle preparazioni e, una volta usciti dal forno, sono spariti in 30 secondi insieme ad un salamino marchigiano eccellente. Certo questa versione mi tenta!!!!!

MarinaV ha detto...

Io quelle cose lì le chiamo polpette. Ma sono nata a Roma e ho imparato lì l'italiano. Che si chiamino anche svizzere l'ho imparato all'estero, quando mi sono ritrovata a lavorare con italiani di diverse regioni e città.
Il nome di un oggetto è una cosa relativa, l'oggetto esiste prima e indipendentemente dal nome che ha.

Dal basso delle paludi batave contemplo le soap italiche e son felice di esserne lontana. Le soap ollandiche raramente raggiungono queste altezze :(

JAJO ha detto...

Quoto in tutto e per tutto... purtroppo :-(
E quel tartufo con la crosta di cioccolato duro con dentro il cioccolatino dal ripieno di amarena ? :-D

Francesco ha detto...

Passi per le nostalgiche svizzere, ma s'intravedono delle patate fritte che sembrano strane, mica avrai tradito sorella patata fresca per cugina patata di plastica?

silvia ha detto...

ti abbraccerei toh! che sembra il mio sfogo di settimana scorsa. che sembra che siamo tutti pecoroni. che sembra che nessuno abbia più voglia di impegnarsi in niente. pà va pazzo per le svizzere. ma in formato naked. per americanizzare. con le patate lesse. modello ospedale. i panini son venuti benissimo. e io giocavo a volano con mamma e a bocce e piattele con babbo.
dove sono? dove?

Loste ha detto...

Ma che ansia e ansia @Ciboulette hai il tritacarne e non lo usi ? Dai che aspetti? queste sono certezze :))

Che ne so @accantoalcamino anche se fosse questione di generazione siamo unici :))

Oohh così ti voglio @Stella ogni singola parolaccia :))))

Loste ha detto...

@Adina è chiaro che la mia è una provocazione. Quel "ignoranti" agli americani è legato al cibo, secondo te gli americani hanno una cultura del cibo ? Secondo me no hanno un tasso di obesità doppio rispetto all'Europa (non parliamo rispetto al mondo altriemnti la situazione peggiora) l'obesità infantile sta diventando una piaga, che in termini di costi, gli farà rimpiangere l'AIDS,:
dai un'occhiata qui Se sei un genitore e non riesci a gestire l'alimentazione di tuo figlio, onestamente ti giudico ignorante. Mediamente ignorante.

Loste ha detto...

@Glu.fri se quando torni sotto al Catria non ti fai viva non ti parlo più :))))) Nella pampa te lo già detto ci verrò.

Assolutamente @Milla non sei sola :)

@BandB i dubbi portano a grandi verità :)

Ad Atene come a Milano @Ornella non servono ad un'emerita cippa... ci sono posti di montagna dove potrebbero anche servire e non ne trovo :( quindi vuol dire che servonoi ancor di meno.

si @parentesiculinaria lo erano buone come l'amore dei cari ;)

Eh si @Carla il "maestro" è proprio bravo

Oooh brava @MarinaV si anche polpette e perché no. Anche se nel mio immaginario le polpette sono con l'uovo e il latte. lasciamop perdere le soap italiane !

Ma quelli ammucchiati sui banchi dei bar @Jajo che ne vincevi sempre tre o due o uno e continuavi mangiare cioccolate ?? :)

Eh si @Fracesco ammetto quelle delle foto sono banali patatine surgelate. Però posso chiedere il "lwegittimo impedimento" ? Hai mai provato a fare il blogger con due idrovore che aspettano il piatto al varco ? no ? In questo caso ho dovuto rifriggere patate a prestito ;(

Anche io @Silvia :) siu con l epatate lesse mi piacciono ! e con il purè no ?! le piattelleeeee ! ma vieni le piattelle :)))

Loste ha detto...

Azz @Deny mi eri sfuggita. Le parolacce sono parte di me :) come quando scrivo dei miei ricordi. Pazienza dai :) però rendono il senso di quello che provo vero ?!

Iaia ha detto...

accidenti Marco, per "smoccolare" così, devi proprio essere nero. Ma come darti torto, qui ogni giorno è guerra aperta, sopratutto nel lavoro. Difficile adattarsi a tanta nullità e a volte il moto di ribellione che mi assale è davvero incontenibile, a discapito del mio solito autocontrollo. Come sempre, un elogio alle tue ricette.

Gambetto ha detto...

Io di certezze ne ho tante invece...
la certezza che la carne del pollo paesano 'donato' una volta all'anno (da un amico agricoltore con la stessa solennità con la quale un gioielliere ti mostra un diamante grezzo) non si stacchi mai dall'osso e che quel brodo col cacchio che lo rifaccio così saporito...
la certezza che le noci non esistono "pulite" così come le vendono...
la certezza che i frutti di bosco costano graffi agli avambracci e ginocchia sbucciate...
la certezza che i cachi vanno colti prima che si spiaccichino al suolo per la gioia delle formiche...
la certezza che l'affumicatura della provola non si fa nei forni elettrici...ma negli affumicatoi che lasciano la loro impronta nell'aria per centinaia di metri...
...non continuo per non tediare nessuno ;)
Bentrovato e grazie per il sorriso dubbioso che condividi con questo post :)

marco ha detto...

pochi cazzi? ba non saprei chidiamolo alle donne...booo...per le svizzere si anch'io quoto per le svizzere belle bionde e occhi azzurri...per tutto il resto chef la sento stanco...capita... io super io...ego alter ego basso ego.... io amo questi tempi dove cè tutto e non c'è nulla dove posso scegliere tra coglionate e cose interessanti...non scivoliamo sul discorso... ai tempi miei!!! ai tempi miei eravamo piu giovani e ci lamentavamo che c'era poco... e qualcuno voleva piu gossip nella vita...piu varietà.ahhhzzzzz loste rilassati e fatti una tisana
Tisana: in una tazza di acqua bollente mettere in infusione per 5 min. una miscela delle erbe
rosmarino gr.10
salvia gr.10
Melissa gr.10
Origano gr.10
Fragola gr.10
simpaticamente ti saluto forse a fine mese vengo nelle marche a fari danni e vedere la taranta tu dirai e chi se ne frega ed io ne prendo atto

JAJO ha detto...

No, no... quelli erano i "Bolero" :-D
Proprio il tertufo gelato dell'Algida (o della Motta): era una cupoletta di crosta di cioccolato con dentro gelato di panna e "sul fondo" c'era un cioccolatino Mon Chery con la ciliegia.
E la cassata siciliana fatta a tegolina?.....

Maurice ha detto...

Non ti ho mai letto così incazzato tanto che, contro la mia attuale bulimia cerebrale, mi vien voglia di prenderti e sbatterti in un post. Che è successo?

Loste ha detto...

Grazie pe l'elogio @Iaia si ero abbastanza nero. Capita no? Specialmente se hai tempo da perdere e per ragionare :)

Azzz @Jajo ma queste erano prerogative romane :))) io mica li ho visti mai :(

Loste ha detto...

Deve esserci qualche problema con BLOGGER mancano i commenti di @Gambetto @Marco e @Maurice... chiedo scusa ma non è colpa mia :(

Vi rispondo appena arrivo dall'altra parte del mondo

Aurore ha detto...

biscottirosaetralala.blogspot.com

deny ha detto...

Hai già salvato il tuo blog? Vai sul mio clicca su timo e maggiorana. Ale ti da una mano Avvisa tutti i tuoi seguitori. deny

Loste ha detto...

Bé @Gambetto quelle più che certezze sono Verità :))

Io sono rilassatissimo @Marco che credi. Direi che come si dice dalle parti in cui vivo te sei suonata e cantata da solo :)) Stammi bene e rilassati!

Grazie del post @Maurizio e a presto ;)

@Aurore quando torno nel mondo occidentale e non sono più costretto a connessioni con schede telefonico ti vengo a visitare. La prossima volta non essere così timida :)

si si @Deny grazie

JAJO ha detto...

Dai, non ci credo !
Quarda, la cassata era in un contenitore triangolare di plastica trasparente con il coperchietto di cartoncino sotto la base ed era più o meno così (http://ricercaimmagini.virgilio.it/preview?qs=CASSATA+GELATO&imgsz=&offset=12&url=http://blogdolci.com/2009/09/30/il-video-della-cassata-siciliana/&img=-qC6KgGKN1J3UM::http://blogdolci.com/wp-content/uploads/2009/09/cassata-video.jpg&formato=494x364%20pixel,%2063K%20%20%20&oimg=http://blogdolci.com/wp-content/uploads/2009/09/cassata-video.jpg )
Mentre il tartufo era una cupoletta della grandezza di una coppetta: che nostalgia :-D

marzia ha detto...

sei un grande e... ancora una volta, penso alla fortuna dei tuoi figli, con un padre così!!

Carla ha detto...

Hai perfettamente ragione!

Da noi si dice "quando ci vuole ci vuole" ecchessssaramai! :)

Le svizzere le mangiavo da piccola e le faccio ancora oggi per la mia famiglia...cotte a bagmomaria :) con l'aggiunta di un filo d'olio e.v.o a crudo e una fettina di limone :)

Questi panini di Adriano con quelle farciture devono essere stati una delizia! Altro che quelli della pubblicità!

Beati i tuoi figli :)ad aver un padre saggio e bravo in cucina!

Questi mitili ti ricordano qulacosa?

Virò ha detto...

Davvero confortante leggere il tuo post ed i bellissimi commenti che ha suscitato, rendersi conto che non siamo tutti pecoroni ma che c'è ancora tanto spazio per incazzarsi ad alta voce e dire che non ci si sta...

Peccato che siano tutte voci di adulti...arriverà il giorno in cui le nuove generazioni smetteranno di infervorarsi solo per il calcio e capiranno che è ora di svegliarsi perchè ci stanno scippando? Mah...

Caty2 ha detto...

oh loste quanto ti voglio bene. Caty2

Loste ha detto...

Appena riuscito dalla Cina si riaprono i siti che la dentro non si aprivano :(

No @Jajo me la ricordo mica !!

Diciamo che son fortunato anche io ad aver figli come loro @Marzia

Mi ricordano tutto @Carla e riconosco ogni singola pietra :9

Capiranno @Virò lo stanno già facendo ... te lo dico io !

Anchi io @CAty2 :))

afrodita ha detto...

ti adoro :-)

Andrea ha detto...

Mi hai fatto venire voglia di provarci. Ho provato un'altro abbinamento 'obbligato' almeno fra gl'emigranti d'America (mia moglie ne è discendente): maiale con aglio e finocchio. L'abbinamento in fondo non è sconosciuto nemmeno dalle nostre parti. Devo dire che mi è scappata una lacrimuccia...

daniela ha detto...

Ancora una volta sono rimasta senza parole nel leggerti. Invidio di te la capacita' che hai scrivendo di trasmettere perfino la pelle d'oca nel ricordo di immagini, di luoghi , di sensazioni. abbiamo perso la capacita' di raccontare quello che non e' eccezionale, fantastico, estremamente visibile e oggettivamente da raccontare......tu sei eccezionale perche' sai raccontare anche il fremito dell'anima........